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APRILE 2022: Nettuno e Giove nei Pesci

Quale diamine di balzano stimolo desideroso di essere colmato, ha spinto la mia perseveranza, costanza, e ricerca di risposte tra le stelle e l’inconscio, invece di una sana vita spensierata e senza troppe domande?
Stamattina in una folgorazione ho capito: è stata solo la paura di vedermi schiacciata dalla realtà. E’ stato un sopravvivere a tutti costi cercando un’alternativa più valida a una realtà che ritenevo troppo dura e inaccettabile. Trovare una giustificazione in persone di cui non comprendevo minimamente il comportamento e da cui venivo ferita. Trovare senso a fatti che ritenevo di subire e di cui facevo fatica a capacitarmi.

IL DOLORE PUÒ AVERE UNA GIUSTIFICAZIONE?

Se non avessi cercato risposte nello studio chiusa nella mia stanza, forse sarei andata addosso con rabbia a chi mi faceva male, forse avrei scagliato odio, avrei frantumato legami e forse mi sarei anche spezzata e avrei spezzato qualcuno a mia volta. In fondo le guerre tra umani iniziano così. Ci si sente feriti e minacciati. Si inizia la guerra per difesa. E poi ci si deve difendere nuovamente attaccando, e ancora più si rialzano i torti e le offese che fanno male e distruggono, e si finisce per non sapere più chi ha iniziato. 

Il mio bisogno di ricerca persoale e spirituale, è stata una pulsione necessaria totalmente egoistica e sopravvivenza. Il conflitto, la rabbia e la separazione tra gli animi mi faceva peggio. La perdita pure, così il cercare continuamente una motivazione di senso dietro a un comportamento, e poi un’altra ancora, in una specie di ricerca a ritroso nel tempo, è divenuta la mia ragione di vita. Lo studio dell’umano, della psicologia del profondo, e delle legge imperscrutabili dell’Universo, attutiva il dolore del rifiuto, e la mancanza e totale assenza di senso che altrimenti mi avrebbe forse psichicamente ucciso.

Una volta una qualcuno mi ha detto “Non riesci proprio ad ammettere che “tizio/a” è solamente uno stronzo/a??! O è un superficiale, un distratto, un insensibile?”. Già, la semplice verità. La più semplice, perché giustificarla dietro a tutti i presunti traumi infantili e i presunti pianeti nella posizione contraria, e non riuscire invece ad ammettere che certe cose sono così anche nella loro più schiacciante ombra e non c’è modo di modificarle?

Tutt’ora è una risposta che faccio fatica a darmi e allora rifletto su uno dei grandi significati di NETTUNO – un pianeta molto importante nel mio Tema Natale – e un pianeta ora molto importante sul piano collettivo. Nettuno non solo giustifica l’ingiustificabile – al punto a volte di raccontarsi una realtà parallela nel suo lato ombra di illusione e mistificazione, ma nel suo lato luce, non cerca proprio di farci uscire dalla mente, per portarci oltre quel dualismo oppositivo che crea solo lacerazione e separazione? Nettuno non sta cercando di riunire tutto sotto la legge dell’umana compassione e del cuore?

Contattiamo Nettuno solo quando al di fuori di noi ci sono conflitti che la ragione non può spiegare. La mente genera opposizione, il cuore unisce tutte le ambivalenze. Solo così io ero costretta ad andare oltre me – cercare le vere motivazioni – cercare dei significati che solo altre leggi, che non sono governate dalla logica e la ragione, possono spiegare. La compassione che ti sopraggiunge quando senti la tua stessa fragilità in qualcun altro, credo sia un’esperienza che a parole non si può spiegare. E’ una conversione, il petto si dilata a accoglie. In quell’istante ogni separazione cade, e puoi solo sentire Unione. Unità. Integrità.

Aprile 2022 si arriverà al perfezionamento della congiunzione esatta tra GIOVE e NETTUNO nei PESCI, proprio nei giorni tra il 12 e il 17 aprile 2022 sarà abbastanza esatta – non casualmente con la simbologia di Pasqua – a seguire per la seconda parte del mese anche Marte e Venere che si uniranno nel magico Stellium nei Pesci. Se il mio Nettuno personale per tanti anni mi ha aiutato a non buttare sull’altro e sulla vita tutta la mia rabbia o il mio dolore – perché comprenderlo mi aiutava in qualche modo a giustificarlo e poi in un secondo tempo anche a perdonarlo – cosa ci sta chiedendo ora come umanità Nettuno?

Senz’altro a uscire dalla dualità. E poi in secondo luogo a trovare qualcosa che ci faccia attraversare la paura e contrastarla, per uscire dal racconto dominante della nostra mente. E della mente collettiva in cui siamo immersi. 

Buono e cattivo sono chiaramente due medaglie ora troppo facilmente etichettatili. In questo aprile questa congiunzione arriva come vento sottile poco percepibile ai più, perché i pianeti più vicini alla coscienza come Marte (in una congiunzione dura a Saturno proprio nella prima metà di aprile esatto il 4), o Mercurio (ora in Ariete) o il Sole, sono quelli che subito sentiamo vicini alla nostra identità cosciente. Nettuno è lì da tanti anni – dal 2012 – che ci prepara sottilmente a mutare a livello profondo, a sentire sempre di più logorate alcune certezze, e proprio per questo più lontani dal giudizio.

Più siamo persi e senza pensieri rigidi, e più siamo pronti a rimetterci nel flusso della vita vera, che sa affidarsi a una maestria più grande di noi. 

ABBIAMO SCELTO DI VIVERE QUESTO TEMPO. 

Attendevamo da tanto (noi lettori dei messaggi del cielo), questa congiunzione Giove/Nettuno in Pesci, quando molti di noi ne avevamo scritto (e c’era “solamente” il dualismo sani/malati – vaccinati e non – e la prima grande guerra di sopravvivenza per la Pandemia), nessuno aveva ancora compreso e immaginato che aprile sarebbe stato molto lontano da quelle aspettative magiche e idealistiche che i pianeti in Pesci ci avevano fatto sognare. Eppure… io mai come ora sento la bellezza dell’unione che sta avvenendo. Nonostante ora siamo ben oltre la Pandemia (!!) – che già iniziava a indagare le nostre fondamenta e le sicurezze di base – ora siamo giunti agli strati ancora più forti delle paure ancestrali dell’uomo che dopo la malattia, sono legate al territorio e la sopravvivenza primaria (Assi dei Nodi Lunari Toro e Scorpione). Eppure sento – a tratti e per istanti impercettibili, quando la mia coscienza afferra quello stadio oltre me – una forza interiore poco spiegabile con la ragione. Una forza mossa paradossalmente dall’assenza di ogni certezza e confine, che passa dal baratro più profondo, alla perfezione più assoluta. Certe comprensioni sono possibili solo adesso. Chi mi capisce sa che non è matto. Chi invece penserà che sono matta, ha ragione anche lui, da un certo punto di vista, la vertigine del perdere ogni sicurezza possibile e ogni traccia sicura del passato, crea quel senso di vertigine, nemmeno lontanamente paragonale a quando si andava allo sbaraglio un esame all’università senza aver letto una riga del libro da studiare. 

Stiamo scrivendo un foglio bianco. La storia ora è crudele, dura e spietata permette a molti di noi di andare a quell’esame totalmente impreparati, ma non temere più il professore! La sentite quella profonda incosciente libertà in fondo all’Anima?
Io si. Mi spavento. La perdo, la riafferro, poi la rivedo negli occhi vivi di qualcun altro che questi due anni o questi due giorni, gli hanno fatto fare lo stesso click. E quando il click è scattato sei fuori dal calderone infernale della mente che giudica. E smetti di avere paura. 

Certi legami umani mossi dalla vera compassione sono possibili solo adesso. 

Certi risvegli sono ora immediati, subitanei, inspiegabili. 

Certi nuovi legami accadono ora e si sente che ci si è davvero trovati. Anche se lontani e diversi, ci teniamo tutti per mano.


Vi lascio con questi pensieri liberi e poco organizzati che sono dovuti uscire stanotte – lascio fluire Nettuno – il Nettuno nel cielo e il Nettuno di ognuno di noi, che vuole riportarci a quella sapienza innata che tutti abbiamo quando vedevamo da piccoli i nostri amici più cari litigare e ci buttavamo in mezzo a dividerli, senza schierarci se ci riuscivamo, solo con il cuore aperto. Vedevamo che l’unica cosa da fare era separare quella lotta, riportare il centro del cuore, sentire e comprendere davvero che si sarebbero fatti tanto male. 
Non si comprende con la mente. 
Si comprende con il cuore. Si sente. Si piange. Ci si commuove, ci si ferma un attimo e non si dicono parole affrettate. 

ORA CI SI FERMA DAVVERO. 

Anna Elisa Albanese 

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