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La percezione dell’assenza in amore

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NETTUNO – VENERE una struggente dolce assenza

Frugando nel mio computer trovo pagine e pagine di scritti antichi. I miei. AMORE in prima linea, sempre e da sempre. Amore agognato, desiderato, sofferto, infranto, incolmato. Come una voragine o un pozzo che non è mai possibile colmare si muovono poesie e odi dedicate ad amori che non riescono mai AD ESSERCI o A RISUONARE DEL MIO STESSO SENTIRE.

Tutti “cattivi”, “sbagliati” e delusivi questi amori? Non può essere, così ho cominciato anni e anni fa a chiedermi se dipendesse anche da qualcosa dentro di me che andavo cercando, e CHE TRAMITE LORO e l’incolmabile assenza che ne derivava, veniva pienamente espresso. Intanto inizierei con una mia antica poesia che ne riassume molte e molte altre simili:

 Le lunghe distanze

con cui mi vesto

hanno braccia grandi che proteggono

fatte di volti di madri che sorridono

letti e lenzuola fiorite

in camerette percorse da vite che non conosco

né ora né mai

saranno mie,

risate di luoghi altri che è come se ci abitassi

da sempre –

Estranea e famigliare vago

in casa e nel mondo

sensazione conosciuta l’essere accolta e il non esser capita

insieme

come lo stesso volto più volte percorso

ricercato sfuggito

e amato –

( aprile ‘2005)

Noto solo ora – un tempo non mi accorgevo –  che l’assenza, vuoto, mancanza è accostata ad una ricerca totale di fusione nell’abbraccio materno che lenisca tutti i mali, e allo stesso tempo non può mai riparare abbastanza. C’è e non c’è, e al suo posto vi è estraneità, vicinanza e lontananza che si alternano in modo ambivalente tra presenza-assenza.

Cosa cercavo in questi amori?

Cosa cerca la Venere così detta Nettuniana?

La Venere in Pesci, Venere in aspetto a Nettuno, o grandi valori Nettuniani nel tema, o in un Tema femminile anche Sole in aspetto a Nettuno, Sole o Venere in 12 Casa, ecc. cosa cercano realmente?

Cosa si nasconde in questo anelito e ricerca del primario ABBRACCIO SIMBIOTICO UNIVERSALE? (che chiaramente non trovano mai, e questi uomini/donne poi si ritrovano ingabbiati in questa proiezione di Principi salvatori o Principesse divine, che non possono incarnare).

Io cercavo IL SALVATORE (e ho finito spesso per cercare di SALVARE L’ALTRO) e spesso questa Venere, (con autostima bassa che si è sempre definite nell’essere di aiuto all’altro), finisce in schemi di amore sacrificale o salvifico, attirata inconsciamente da persone più deboli, a volte anche malate da curare. Nettuno infatti anela, spinge e richiama a qualcosa che è più alto dell’amore per il singolo essere, è un amore compassionevole ed elevato che si estende a tutto il genere umano. Per questo è spesso anche la situazione che fa innamorare più che la persona stessa, la sua sofferenza a muovere il click dentro dell’innamoramento, il potenziale che si annida dietro la persona. Nettuno ne vede già la forma ideale trasformata, redenta, salvata. Come se la sofferenza o quel non so che di incomprensibile che intravediamo nell’altro, una sua ferita antica o un dolore incolmabile, risuona con la nostra, fa da richiamo e collante e ci fa cercare la fusione d’anima.

Abbiamo amato consolando qualcuno – un padre, una madre – e proseguiamo consolando e lenendo altri dolori, ma il cammino è riconoscere anche questa “trappola” antica, che ci faceva sentire così importanti, e trovare invece la chiave per uno scambio paritetico adulto.

Cercavo anch’io nella mia adolescenza e gioventù, qualcuno che salvasse quella bambina solitaria dalla sua infanzia solitaria. L’abbraccio MATERNO CHE TUTTO CURASSE E IN CUI TROVARE LA PROTEZIONE DALLA VITA. Questo cercano le persone Nettuniane: un “mondo altro meraviglioso e fantastico in cui essere amati” e capiti, senza conflitti, senza divisioni né separazioni, in cui fluire. Per questo amano come vorrebbero essere amati, cercando un luogo dove fuggire la realtà dell’essere semplicemente umani e imperfetti. Dove tutte le sofferenze si placano. Questo è anche un ricordo dell’Unità originaria da cui proveniamo, un confine molto labile tra i due mondi.

Purtroppo nella finitezza umana, c’è l’eventualità e il rischio costante della separazione. Siamo individui separati gli uni dagli altri. Invece attraverso l’amore siamo ricondotti ad emozioni che hanno a che fare con l’assenza, l’impossibilità, l’anelito all’infinito, e portiamo dentro la segreta speranza di renderci noi stessi immortali e di avvicinare questi amori all’eternità e allo splendore della Non – fine. Qualcosa che non si compie mai non può mai finire. Nell’arte, la poesia, o negli amori romantici dell’Ottocento, non si attua forse questa sublimazione nell’infinito dell’eterno? E non è il modo più bello per non farli finire mai? Gli amori nell’arte non muoiono mai.

RENDERLI cioè IMMORTALI NELL’ASSENZA. Nel DESIDERIO ETERNO CHE SOLO L’ASSENZA PUò CREARE. Nettuno vuole trascendere la realtà concreta. Qualcosa che non matura mai ed è sempre desiderio perché mai è saziato, non potrà finire. Il desiderio d’amore rimarrà puro e immacolato nella sua aspettativa in divenire. Nell’attesa e nel sogno del futuro. Un futuro che non giunge mai .. e proprio per questo mi terrò al riparo dalla vita reale.

Sandor Marai, scriveva “Gli amori infelici non finiscono mai”, e aveva ragione.

Solo nell’IDEALIZZAZIONE e nell’assenza dell’amato questo è reso possibile. Gli amori Nettuniani nella loro incertezze e precarietà, riescono a essere più tollerabili rispetto a un amore reale in carne e d’ossa, che può finire, un amore umano che nel quotidiano si scontra in limiti concreti, un amore grandioso che chiuso tra le mura della vita vera può finire per cause naturali, come la fine del sentimento o il percorrere il cammino verso la fine attraverso l’inclinarsi nel desiderio, il calo della passione attraverso anche il passaggio nella corruttibilità della materia del corpo che invecchia e muta. O il semplicemente vedere l’altro per quello che è. Non più principe ma uomo con le sue mancanze. Come cantava De Andrè “L’amore che strappa i capelli è perduto….. non resta che qualche carezza e un po’ di tenerezza….”.

Le sofferenze degli amori Nettuniani, che piuttosto che scontrarsi con la realtà. passano per le pene dell’inferno dell’assenza, del sacrificio e dell’attesa dell’amato lontano, mantengono però intatta la VIVIDEZZA DEL SENTIMENTO. Temono il resto, temono il NON PROVARE QUALCOSA, piuttosto che provarlo troppo intensamente.

Le persone con tanto Nettuno, o con la Venere di questo tipo è bene che si rendano conto il prima possibile, che il loro è UN DESIDERIO DI EMOZIONE CHE CERCANO. Lo realizzano NELL’AMORE, ma è IN LORO STESSI CHE VIVE. E’ solo l’amore che ci sposta dal nostro piccolo Io per spostarci nello sconosciuto animo dell’altro e del Tu. E’ grazie all’amore che sfidiamo l’UNO e diventiamo DUE, trascendiamo noi stessi nell’atto dell’imtimità con l’altro e dell’abbandonarsi all’altro. Perdendo il nostro ego.. perdendoci nell’altro: ma l’amore è IL MEZZO , non il fine – I Nettuniani è bene che loro capiscano questa differenze, onde evitare di scagliarsi nella delusione di amori che poi non sono mai all’altezza delle aspettative riposte. L’amore è perfetto, le relazioni invece imperfette, ed è su questo che loro devono lavorare, imparando a DISTINGUERE (Nettuno non ha mai confini né limiti ma la realtà invece è fatta di limiti concreti, il nostro corpo lo è).

Spesso si attraversa varie delusioni affettive o abbandoni subiti o effettuati, prima di capire e sentire che il vuoto non potrà essere colmato dall’altro. Il vuoto antico. Trovando amori impossibili si va a soddisfare anche una parte eternamente in fuga, non appena apparirà un amore POSSIBILE tenterà di “incastrare” il volo d’amore libero del Nettuniano, sarà lui ad essere IMPROVVISAMENTE SFUGGENTE ED ELUSIVO, riuscendo a loro volta a scappare.. .. con l’alibi di non amare abbastanza? Di non vibrare all’unisono? O che la persona non era quella giusta perchè gli tarpava le ali. Loro stessi non si rendono conto del bisogno estremo DI LIBERTà E MOVIMENTO E FLUIDITà, che è esattamente la stessa che spesso trovano in partener elusivi o poco presenti.

Nettuno vuole PERDERSI.

Questo è il suo obbiettivo. L’altro NON POTRà MAI essere all’altezza continua di questo suo sogno. Se non altro perchè l’altro è UMANO e non divino, e prima o poi mostrerà la sua completa umanità, anche nei difetti o nelle cose quotidiane, o semplicemente nella sua mortalità e nella vita che è imperfetta su questa terra, e può essere perfetta solo nel sogno o nell’arte ( che loro in genere amano molto). Ma l’amore Nettuniano delle cose quotidiane, dei limiti dell’ordinario spesso non sa che farsene, vive di voli pindarici verso IL POSSIBILE E L’IGNOTO e vorrebbe sempre essere un Anna Karenina o un Cavaliere errante, e NON A CASO incontra amori lontani, amori struggenti, AMORI IMPOSSIBILI. ( o a sua volta diventa amore impossibile e idealizzato per qualcun altro). Come farebbe altrimenti?

La cosa più sconvolgente è scoprire che tutta questa assenza, lontanza, subita e poi cercata a loro volta, è solo una grandissima esigenza di SPAZIO e LIBERTà. In che senso? Torniamo alle origini.

Una Venere- Nettuno, Luna – Nettuno o un Sole in aspetto a Nettuno, nella propria infanzia ha avuto una figura di riferimento, che è stata colorata dalle tinte Nettuniane, nel senso che forse questa ASSENZA è stata vissuta in prima persona, subendo la lontananza da parte di un padre o una madre, che non sono stati di sostegno psicologico. Si parla spesso di assenza di ruolo o la percezione di una sofferenza profonda, di cui i Nettuniani si sono sentiti gli unici a poterla comprendere e consolare. Spesso c’è stata una separazione famigliare o semplicemente il padre o la madre in questione erano loro stessi dentro una fase della loro vita in cui non c’era abbanstanza SPAZIO per accogliere i bisogni emotivi del bambino. Cos’è successo dunque?

Il bambino è stato aiutato dal suo Nettuno nel Tema Astrale, nel senso che quello schema di difesa (ogni nostro aspetto del tema che riteniamo dissonante è stato solo il nostro sistema di difesa messo in atto per farci crescere e sopportare certi dolori altrimenti incaccattabili) e nel vuoto di assenza in cui si è trovato a provato a riempirlo come poteva. E come? Con il sogno. Ha iniziato a idealizzare la figura genitoriale mancante, per non sentire il dolore della sua assenza. Ha cioè erotizzato la distanza. E’ la distanza e l’impossibilità ad accendere eros – desiderio – amore. Un amore dunque possibile e presente non fa scattare dentro il click dell’amore. Questo è stato il suo unico modo nell’infanzia, per tenere vicino a sè il genitore che non era presente in modo concreto nel tempo e nei modi che lui avrebbe desiderato.

Questo che significa che in futuro questa modalità per lui o lei, sarà la sua MODALITà DI AMARE.

Questa modalità è passata da un essersi abituati a sublimare l’altro e a non viverlo come presenza concreta, ma ad attenderlo, aspettarlo, coccolarlo nell’IMMAGINAZIONE PER TENERLO VICINO A NOI e CONSOLARCI DEL SUO NON ESSERCI . Così abbiamo conosciuto l’amore da bambini e per lungo tempo i nostri amori prenderenno questa coloritura.

Anche se questo dovesse costare tutto il dolore dell’assenza cha abbiamo già vissuto, spesso FA MENO PAURA, CHE CAMBIARE LO SCHEMA E IMMAGINARE DI AVERE UNA PERSONA ACCANTO A NOI IN CARNE D’OSSA CHE CI AMA.

Questo desiderio di riprovare quello stesso dolore è solo per riportarlo alla luce. Spesso il dolore di quell’assenza è stato dimenticato e al suo posto è stata messa una forte idealizzazione, la stessa che mettiamo nei nostri partner. Il dolore delle nostre storie d’amore è solo per farci capire fino in fondo che l’amore sano e presente è’ qualcosa che PENSIAMO DI NON MERITARE perchè in quel tempo lontano della nostra infanzia, (forse l’abbiamo dimenticato), ma in un angolo del nostro cuore, abbiamo pensato sia colpa nostra se eravamo così soli. Abbiamo pensato fosse colpa nostra di quel vuoto non colmato, o di quel genitore lontano che attendevamo sempre.

Ora, finchè non scardianiamo dentro di noi questo schema ripetitivo ed estirpiamo quella colpa o quella bassa autostima nasconsta in fondo al nostro animo in cui crediamo che quella sia l’unica forma in cui possiamo amare, e dentro coltiviamo senza saperlo, la convinzione di meritarci tutto questo, i nostri amori saranno sempre dilaniati dai DOLORI ANTICHi e non saranno mai diversi da quello schema.

Quello che vuole da noi Nettuno, (che nell’infanzia ci ha salvato con il sogno e la fantasia e la proiezione da adulti di tutti i nostri Principi Azzurri) è solamente che noi capiamo e risentiamo la nostra più intima esigenza di trascendenza , di sogno , di autonomia e spazio tra noi e l’altro  (non della simbiosi affettiva che ci ostiniamo a credere di volere e che in qualche modo scoppia sempre come una bolla o pare irraggiungibile). Non è vero dunque che siamo vittime di tutto questo, è inutile che continiamo all’infinito a cercare quell’abbraccio mai avuto, ma è ora che troviamo dentro di noi la totale bellezza del nostro SENTIRE.

Abbiamo vissuto tutto quello SPAZIO DI ASSENZA tra noi e l’altro da piccoli, ed è impensabile ora essersi dimenticati e pensare che SIA SEMPRE L’ALTRO A SFUGGIRCI. L’altro non sfugge. Siamo noi che abbiamo cercato una persona così per non essere noi ad essere inchiodati in un rapporto reale e nella realtà che tanto ci va stretta.

Quando iniziamo a comprendere questo per lo meno ci sentiremo meno convinti di “subire” un qualche destino avverso che ci porta spesso a trovare persone che sembrano non prendersi responsabilità o che a loro volta sono sfuggenti e ambigui come acqua che scorre e va.

Noi siamo acqua.

Abbiamo bisogno di capire che c’è una parte di sogno e di distanza che ABBIAMO BISOGNO di vivere nel rapporto d’amore (nel limite però di un amore sano) e appena lo comprendiamo non subiremo più tutto questo ma cercheremo di far rientrare NEL REALE E CONCRETO QUEL PEZZO DI SOGNO E FARLI VIVERE E COESISTERE INSIEME, meritandoci l’amore puro e ideale insieme all’amore imperfetto e umano CHE NON POTRà MAI però SOSTITUIRE QUELLA FERITA AVVENUTA QUANDO ERAVAMO BAMBINI. (quella ferita fa parte del passato e solo lasciandolo davvero andare, compreso, vissuto con il suo lutto potrà non essere così invasivo nel presente, permettendoci di aprirci ad un amore nuovo, libero e non più contaminato di tracce di dolore antico e recriminazioni irrisolte, colpe ecc.)

Vi lascio con un altra poesia. e buona ricerca a tutti…

Ho sognato che ti tenevo abbracciata

il mio viso era sul tuo petto

lieve

e noi stavamo lì fermi

silenziosi angeli

come potesse bastare questo

a curarci per sempre i segni

ed insegnarci a volare

 

Anna Elisa Albanese 

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Immagine: Leonardo Da Vinci, Nettuno

 

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Una risposta

  1. Centrata in pieno per quanto riguarda gli aspetti: Nettuno in I opposto e Sole e Venere congiunti in VII (tutti dialogonati anche con Luna e Marte ed un po’ con Plutone).
    Perciò fidanzati sfuggenti, idealizzazione delle assenze… e tutto l’armamentario di struggimenti.
    Però i miei sono sempre stati presenti, anche fisicamente, nemmeno divorziati.
    Certo due saturnini che lavoravano entrambi, quindi poco tempo e forza per giocare con me, ma mai assenti.
    L’assenza che ho patito, invece, è quella dei compagni di gioco, da figlia unica quale sono, almeno fino alla terza o quarta elementare, quando ho iniziato a girare per il quartiere in autonomia.
    Infatti ho sempre avuto molti amici immaginari, stabili nella loro presenza, ed ho sempre fatto molte costruzioni solitarie piene di personaggi.

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