
Quando nel 2012 sono uscita allo scoperto con la mia identità lavorativa (prima esisteva ma era dietro la quinte), e ho ufficialmente aperto la Pagina Fb – e il sito Sentieroastrologico, vivevo animata da ideali altissimi – necessari per iniziare a lavorare in proprio e credere in questo tuffo nel vuoto – ho lasciato un lavoro cosiddetto sicuro e “normale” e mi sono gettata anima e corpo in qualcosa che da sempre è considerato nel suo lato più ombra come “pura cialtroneria”- Ho lottato contro il mondo per rimanere attaccata e salda alla mia già esile autostima. Tutt’ora gli attacchi dal mondo là fuori esistono, oltre che le varie sempre più conclamate censure soprattutto nel periodo pandemico. Le celeberrime “mentalità scientifiche” ogni tanto si dilettano in grandi dispregiativi sulla materia, (pur non documentandosi minimamente prima di parlare), ma la cosa mi tocca senz’altro meno di allora. Ho imparato a fare “spallucce” e proseguire nel mio cammino continuando a studiare e verificare con mano attenta (cosa che chissà perché non viene mai creduta dai miei detrattori).
Una cosa però è cambiata molto rispetto alla mia visione ingenua dell’inizio: il mondo si sta manifestando nella sua totalità anche per me. Cadono i veli, Male e Bene si fronteggiano, si riempiono le piazze (finalmente), ci si unisce anche lasciando correre su molti errori del passato (con fatica) di chi non aveva “visto o difeso” diritti inequivocabili, si cerca di tenere gli occhi aperti sullo sfruttamento mediatico e politico delle ondate di massa, ma nonostante questo, quanta crescita negli ultimi dieci anni! Vediamo la crudeltà del mondo e la urliamo a gran voce …. e io vedo la crudeltà del singolo – Questo forse per me è ancora più sconvolgente. Ho iniziato con occhi ingenui tanti anni fa, pensando che partissimo tutti con animo predisposto al bene, e bastava solo cercare quegli insegnamenti spirituali e la strada e le strade per l’evoluzione. Pensavo che tutti ne fossero assetati come lo ero io; ho dovuto invece comprendere, che io partivo così, anche molti che ho conosciuto nel mio cammino partivano così… ma altri invece, non ne avevano nessuna intenzione. La più grossa consapevolezza di adesso è non provare più a convincerli o addirittura “salvarli”, ma lasciarli lì dove sono.
Lasciare andare dove ognuno ha scelto di stare.
I miei ultimi anni sono stati i più duri della mia vita lavorativa, il mio corpo e psiche sono stati messi a dura prova, ora che inizio a uscirne posso finalmente dirlo. Ho portato sulle spalle le ingiustizie del mondo, la malattia del mondo, la cecità che attraversava questo passaggio nella paura e nella malattia che il corpo urlava a gran voce, ognuna riflessa nei racconti di vite che ho accompagnato. Non sono una santa, ho solo visto, tante e tante persone, fino a perdermi io stessa, e dover accettare che ognuno ha il suo cammino da fare. Io posso solo mostrare una diversa prospettiva della cosa, il resto toccherà a te.
Integrare l’ombra vuole dire allora poter davvero vedere questa totalità di luce e ombra senza mezze misure?
Per me, Animo Nettuniano che ho sempre visto delle rose, anche quando c’erano solo rovi e spine, è molto dura da accettare.
Combatto tutte le generalizzazioni, come le categorie stereotipate “femmine e maschi”, tenute lontane da me, a favore dell’individualità specifica di ognuno e il nostro Tema Natale rappresenta la nostra unicità. Purtroppo però verificando e toccando con mano con la presenza umana nei miei lavori di consulenza individuale, posso dire che sto sentendo di più tante storie di donne con ferita di abbandono brutale. Uso volutamente questa parola brutale: il suo significato è legato direttamente alla parola “bruto” (dal latino brutus), che indica un essere privo di ragione, un animale, o in senso figurato, una persona incivile e violenta.

L’abbandono che mi trovo a sentir narrare è spiazzante nella modalità con cui viene attuato (che già di per sé un abbandono subito è sempre doloroso). Questo è un abbandono muto, silenzioso, glaciale, improvviso, non rielaborato, solitario. La persona si trova da sola ad agire da sola in un universo solipsitico, senza sentire di dover qualcosa all’altro – una sorta di mancanza di responsabilità emotiva – un blackout regressivo dentro di sé – Ma l’altro dov’è? Siamo davvero dentro un vortice sempre più grave di narcisismo patologico? Cosa sta accadendo a una parte di umanità?
Potrete dirmi che l’insensibilità c’è sempre stata, le storie di Don Giovanni o Casanova (da entrambi i sessi), hanno solcato la storia, ma cos’è che percepisco di diverso adesso?
Il permesso.
Il tacito permesso sociale che sia tutto normale. Che essere individui autosufficienti che si bastano e vivono nel loro mondo autoreferenziale sia la cosa più sana e meravigliosa del mondo. Va bene che l’antica “struttura patriarcale famigliare” è crollata.. (nel profondo inconscio ancora vive); le donne si sono “liberate” e possono guadagnarsi da vivere non essendo più così alla mercé dei mariti come i secoli passati, anzi, (spesso è tutto ribaltato sul chi porta ora i “soldi a casa”), ma adesso manca un nuovo collante. Non c’è più.
Tenersi insieme per amore pare un’impresa titanica, l’amore spesso non si sa dove sia, se esiste, se lo si prova, o se è nascosto nell’incontro successivo suggerito su Tinder. Se siamo così tutti interscambiali, e la preziosità dell’individuo unico e dell’incontro speciale scompare… diviene sempre più normale lasciarsi andare, perdersi con scioltezza, congedarsi dall’altro senza nemmeno essersi incontrati. Come ogni cosa non valesse nemmeno più lo sforzo di provarci. Alla minima difficoltà si molla, alla minima vera conoscenza della realtà dell’altro, non si ha la forza di rimanere.
Osservando il punto in cui siamo (un cambiamento dell’umanità ai suoi albori), vedo il passaggio appena iniziato dello smarrimento, l’assenza dei “genitori/stato”, la caduta dei simboli con la relativa delusione/rabbia (Politica/Stampa/Religione) e il non voler più nessuna regola (reazione oppositiva a secoli di regolamentazioni), e questo intacca anche tutte le relazioni e il mondo delicato dei sentimenti.
Si potrebbe dire che se cento anni fa Saturno e la legge dei Padri era troppo forte, ora è fin troppo debole.
Reggere un certo tipo di frustrazione sana, sostenere un senso del limite per non sentirci onnipotenti, fa parte della nostra crescita da bambini egoici ad adulti sociali (evoluzione dalla Casa V/Leone/Identità/Ego alla Casa XI/Acquario compartecipazione), e Saturno nella sua meravigliosa simbologia di ombra a luce, è colui che s’incarica di creare una personalità che sia al contempo solida strutturata, ma non rigida (grazie all’integrazione di Urano). Questi anni così delicati e pieni di cambiamento rapido (2020/25), e soprattutto, dopo l’ultimo passaggio di Plutone in Capricorno, si è entrati ufficialmente in un mondo (Simbolo Acquario senza più ordini gerarchici), in cui il nostro Saturno (regola, disciplina, autoresponsabilità), dovrebbe essere integrato dentro di noi – e non più fuori di noi (autorità esterne).
Da quello che osservo è come se stessimo assistendo con il mondo delle relazioni a pezzi, a una specie di anarchia sentimentale (lato ombra Urano/Acquario), una specie di broncetto che dice: “Non ti devo nulla, faccio quello che voglio, ti lascio quando mi va e nemmeno ho la responsabilità di doverti qualcosa!“.
Questo è quello che osservo in una specie di deserto cinico e solitario, in cui se il mondo fuori si spacca e crolla, perché allora si dovrebbe fare qualcosa di diverso? Come se una parte di individui, ancora in una vibrazione distruttiva e arrabbiata, si fondessero in questa stessa palude di tristezza senza far nulla per contrastarla, anzi, tirando dentro sé e chi è accanto a loro. Vedo sempre più storie finire di colpo, così, per capriccio, per semplice rabbia, per impossibilità di avere la forza anche minima di rimanere attaccati alla vita.
Una relazione e la scoperta di un altro essere umano, è accettare la vita che scorre.
Una volta il mito di Dracula affascinava, ora (almeno a me), molto meno, perché non è più così lontano da noi come archetipo. L’essere in bilico tra istinto vitale e energie regressive/depressive, sta divenendo sempre di più la normalità. Diviene cosa normale, giocare con esseri umani come fossero parte di un film molto distaccato da se stessi. Il tacito permesso a non dover sentire minima empatia per qualcun altro. Il punto – anche se per me ancora impensabile – è che molti hanno perso il loro cuore da tempo, e questo spesso, nessuna Carta del Cielo potrà dircelo mai.
Se senti che sei stato/a trattata in questo modo da qualcuno e provi ancora delle emozioni (anche e molto dolorose), sei ancora vivo. La tua presa di coscienza – dolorosa e spiazzante – sarà davvero capire che non puoi stare più lì. In quel mondo. Tra chi è ancora nell’infanzia spirituale e tira i graffi e fa male come un bambino arrabbiato. Ma rimane un bambino e tu non sei sua madre.

Ho avuto così tanti consulti “di coppia”, in cui mi trovo a cercare di decifrare la cause e le ragioni, e poi ancora di nuovo i “perché”, ma nessuna interpretazione anche la più articolata ci potrà dire se una persona evolverà quelle “segnature” di cui intravediamo il potenziale oppure no, e seconda cosa e forse la più importante, cosa sceglierà per la sua esistenza in quel delicatissimo e misterioso cammino incarnato sulla terra che ci parla di libero arbitrio. Ho dovuto capire, accettare la mia impotenza e sconfitta, nel non poter davvero sapere MAI, come e se quell’Anima potrà evolvere e superare alcuni tratti segnati sulla carta e soprattutto se desidererà farlo. Questa accettazione totale (tollerando il senso di frustrazione interiore) della libertà dell’altro anche di sbagliare (secondo poi il nostro punto di vista), credo sia un salto evolutivo di grande crescita. Accettare e saper veder ciò che non risuona più con noi e saper cambiare strada senza voler convincere l’altro a seguirci, è la presa di coscienza dopo tutti questi anni di conflittualità micro e macro che stiamo attraversando.
Le guerre sono la spaccatura più grande a manifestare la totale disuguaglianza tra gli esseri su questo pianeta. L’Era Acquariana appena iniziata vuole renderci partecipi di questa presa di realtà e i prossimi 20 anni di permanenza di Plutone in Acquario, sono solo l’inizio di un’intera ridefinizione di equilibri di forza e di potere.
Plutone, il tema del Potere sull’altro, il saper vedere dove si annidano le prime delicate e innocue prevaricazioni tra noi:“Io che cerco di convincere te della mia idea, io che cerco di persuadere te di qualcosa che tu non vuoi mutare”, può aiutarci a guardarci allo specchio e a limare dove già usiamo il potere senza accorgerci. Evolvere individualmente sul piano interiore nel nostro piccolo può contribuire alla nostra integrazione degli opposti, per poi allargare la visione sul “grande”, i grandi conflitti nascono da piccoli conflitti. Le prevaricazioni totali che si stanno mettendo in atto attraverso un genocidio in mondovisione che non può essere più nascosto (e non solo, visto il mondo capovolto che ci raccontano i media), la massificazione imperante di un pensiero unico che cerca di imporsi, la sempre più difficile via del riconoscimento del passato, della cause storiche vere, la manipolazione mediatica, la propaganda imperante.
Un’umanità che vive moltissimo del suo tempo davanti a uno schermo (telefono/pc ecc), e che trova questo filtro tra il sé e il mondo comodo, qualcosa ormai di totalmente normale. Pensavo che questo non andasse a modificare comportamenti e azioni millenarie, eppure è accaduto. Senza che ce ne accorgessimo è il prolungamento di noi stessi, senza non sappiamo più chi siamo.
Ci sono delle persone che stanno davvero uscendo da alcune storie sentimentali in una maniera totalmente disumana, (purtroppo solo per media matematica ho riscontrato più donne a essere lasciate in una modalità anestetizzata e glaciale dai loro partner). Lasciare qualcuno non è cosa facile, ma l’educazione sentimentale di poter accompagnare qualcuno al DISTACCO GUARDANDOLO NEGLI OCCHI credo sia un atto di responsabilità dovuto. Il mio analista la chiamava “la cerimonia dell’addio”, quella difficilissima zona in cui si attraversa coscientemente un distacco, ma prima di andarsene lo si onora e lo si ringrazia e si dà valore anche a quella parte di sé che ha vissuto quel pezzo di storia con quella persona e si ha modo di elaborare il lutto. Non sempre è possibile nei lutti improvvisi, ma se le persone sono entrambe vive, questo atto d’amore sarebbe quello più alto e dignitoso da compiere, anche quando insieme nella vita non si prosegue più.
Questa nuova Era ci coglie impreparati, o forse riesce a far vivere ancora meglio quel lato vigliacco che c’è fin dalla storia dei tempi (Casanova/Don Giovanni ecc.), che adesso può manifestarsi con autorizzazione conclamata. Non so perché sto scrivendo questo, forse perché spesso davvero mi addolora ascoltare storie così; storie in cui una persona se ne va con un messaggio di whatsapp, o peggio se ne va bloccandoti su tutti i portali, oppure se ne va in silenzio senza dire nulla e su questo dolore c’è una marea di altri mille avvoltoi nel mondo delle rete che commercializzano questa sofferenza, offrendoti App con rapide soluzioni al “ghosting” o al “narcisismo seriale” ecc. Non nego l’esistenza dei narcisisti patologici, non dò nemmeno la colpa alla tecnologia che non c’entra nulla, ma osservo con pietosa rabbia e impotenza, il restringimento di alcuni cuori. La totale pietrificazione dell’empatia, e l’uso improprio che facciamo di questa tecnologia che ci vede sempre più soli.

Dal 2020 in poi l’accelerazione evolutiva è stata vorticosa, siamo alla fine di un’Era e il grande cambiamento dei pianeti lenti, testimoniano lo spartiacque che stiamo attraversando, la nuova spartizione del mondo, l’urlo del drago che si fa sempre più potente, le spaccature insanabili ma visibili. Dal 2026 tutti i Big dello Zodiaco saranno cambiati, e dentro di noi individualmente molto cose si sono mosse, i punti di rifermento di prima crollati, gli occhi si sono aperti, chi ha cominciato a volere di più, più cuore, più ossigeno, più verità, e non è più tornato indietro, e chi si è rinchiuso in un bozzolo di paura e cinismo, di verità preconfezionate, di inerzia spirituale, di non accettazione del cambiamento in atto.
Quando questi due mondi hanno il piacere di incontrarsi, la ferita è incolmabile.
Abbiamo sensibilità aumentate in chi in questi anni ha preso decisioni e scelte coraggiose, non è più tornato indietro ed è come se come legge di accelerazione ha fatto si che si verificassero ancora più velocemente gli impatti con chi è energicamente ed evolutivamente su un altro piano, diverso. Non è una questione di giudizio, ma di impatto. Ora ogni cosa si infiamma e carbura per essere trasformata velocemente. Se un incontro di Anime non è sullo stesso piano e non ci fa crescere ma ci fa ammalare, si interrompe, a volte bruscamente, violentemente, come volesse dare una doccia gelata e farci svegliare. Fa male, si molto. Fa male spesso alla persona più sensibile e più in contatto con sé stessa, l’altra forse non sentirà, proseguirà nel suo mondo, nella sua sfera d’azione, nel suo “purgatorio”, e ripeterà in una relazione successiva.
Voi invece, dopo aver leccato e pianto tutte le ferite, aver accolto questo passaggio necessario anche con il cuore, sarete guariti.
Anna Elisa Albanese,
Autunno 2025
“Due strade divergevano in un bosco giallo
e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe
ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo
a guardarne una fino a che potei.
Poi presi l’altra, perché era altrettanto bella,
e aveva forse l’ aspetto migliore,
perché era erbosa e meno consumata,
sebbene il passaggio le avesse rese quasi simili.
Ed entrambe quella mattina erano lì uguali,
con foglie che nessun passo aveva annerito.
Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!
Pur sapendo come una strada porti ad un’altra,
dubitavo se mai sarei tornato indietro.
Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra anni e anni:
due strade divergevano in un bosco, e io –
io presi la meno percorsa,
e quello ha fatto tutta la differenza.
Robert Frost, 1916

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Una risposta
Le mie stesse riflessioni, riuscire a lasciare l’altro dove vuole stare ,ci riuscirò? Di sicuro ci provo.
Grazie Anna Elisa