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Il ritorno di URANO – Quali cambiamenti ci aspettano?

Mozart and Angel, 24″x18″ acrylic and gesso by Kazuhiko Sano

Non è la prima volta che l’umanità entra in un periodo di grandi cambiamenti, e anzi una serie di eventi fortemente trasformativi, si verificò proprio in concomitanza con la scoperta di Urano il 13 marzo 1871, aveva avuto inizio in quegli anni la prima grande rivoluzione industriale, che cambiò radicalmente il modo di vivere e il tessuto della società. Nell’attuale momento storico stiamo vivendo un cambiamento in qualche modo similare, sebbene molto più rapido: assistiamo a una vera e propria crisi dei sistemi, sociale, economico e climatico, ed è verosimile che l’Era dell’Acquario si caratterizzerà per i grandi movimenti di massa che – al pari di quelli che avvennero al momento della scoperta di questo pianeta – cambieranno ancora una volta il corso della storia. 

La globalizzazione ha creato sempre crescenti connessioni e indipendenza dalla tecnologia e dall’informazione, e l’umanità andrà incontro a numerosi pericoli se le persone – come individui e come società – non riusciranno a tenere il passo e a fissare dei limiti allo sviluppo della tecnologia e al modo in cui viene utilizzata. E’ quindi evidente come questa nuova Era post moderna, tra le tante cose, ci spinga a maturare sotto il profilo della consapevolezza e della responsabilità, onde evitare di trovarci a fare uso di strumenti che non sappiamo gestire sul piano etico e morale. 

Questo periodo ci pone davanti a due grandi difficoltà. La prima è data dal crescente carico imposto all’ambiente, dall’inquinamento allo sfruttamento delle risorse materiali della Terra ai repentini cambiamenti climatici sino alla deforestazione ed estremizzazione dell’agricoltura, che determinano la continua riduzione degli spazi naturali in cui possono vivere gli animali. La seconda riguarda il numero crescente di persone sul pianeta. Messe insieme, queste due tendenze di un’umanità in continuo aumento dipingono uno scenario calamitoso, dovuto al progressivo impoverimento delle risorse che va di pari passo al crescente incremento dei rifiuti, sempre più difficili da smaltire. Diviene quanto mai necessario operare un cambiamento drastico, che conduca a progetti di vita alternativi, e l’ Era dell’Acquario ci spinge proprio in questa direzione. Per quanto il travolgente individualismo porti l’essere umano a sentirsi completamente avulso dall’ordine naturale delle cose (quando non padrone assoluto di tutto), è ormai giunto il momento di cambiare radicalmente i valori e le credenze coltivati sino ad oggi.  

Immagine di Sara O’Neill

Le risposte del passato non bastano più: nuovi problemi richiedono nuove soluzioni, e va dunque creata una nuova cultura, che poggi su pensiero globale e azione responsabile e si traduca nel vivere in maniera tale che anche gli altri possano vivere. Per arrivarci, dovremo affrontare cambiamenti radicali, che coinvolgeranno tutti i paesi, sia ricchi che poveri: i primi non potranno continuare ad avere tutto ciò che hanno, mentre i secondi dovranno smettere di – voler – e emulare la vita dei primi. 

L’Era dell’Acquario ci chiama alla sfida dell’accettazione della diversità, tema molto caro al segno e a Urano: per quanto negli ultimi anni abbiamo assistito a una forte accelerazione del livellamento dell’uniformità, questa nuova Era avrà bisogno di un’inversione di tendenza, che punti verso la riscoperta del valore della diversità e dell’individualità (cosa ben diversa dall’individualismo). Il segno dell’Acquario e Urano vogliono dunque individui dotati di un forte senso di identità e di una buona differenziazione emotiva e cognitiva, in modo che sappiamo tenere la rotta di fronte alle situazioni conflittuali che impattano fortemente sul mondo emotivo, evocando reazioni. Urano richiede maturità e flessibilità perché la continua interazione con gli altri può stimolare cambiamenti che però devono avvenire senza intaccare i valori dell’individuo. 

Si affacciano qui due ingredienti fondamentali di Urano e dell’Era dell’Acquario: la mediazione che, quando è presente, consente a ogni persona del gruppo di vedere comunque riconosciuto qualcosa di proprio; e la solidarietà, che permette di dare un grande valore al bene comune rispetto al bisogno di vincere e di perorare gli interessi personali. 

Nel profondo abbiamo sempre intuito la presenza di significati diversi e ulteriori dietro alle apparenze. Ad esempio, quante volte ci siamo chiesti come sia possibile che dall’incontro tra due cellule si sviluppi che dall’incontro tra due cellule si sviluppi un bambino? E’ un miracolo, qualcosa che va avanti e funziona da sempre, senza alcune interferenza da parte nostra e in modo incredibilmente intelligente, al di là di qualsiasi pensiero o volontà cosciente: è quindi logico pensare che ci sia un centro che organizza il tutto, un centro di cui noi siamo parte, anche se spesso del tutto inconsapevoli di esserlo. Nell’Era dell’Acquario, forse è proprio a questo centro che dobbiamo fare ritorno. 

Estratti dal libro di Lidia Fassio – “Simbologia di Urano, le energie sottili e la grande connessione”. Edizione Spaziointeriore 

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