
DIARIO ASTROLOGICO – IL Sentiero di Anna
Non sono i grossi traumi a logorare, ma le piccole gocce silenziose che si ripetono giorno dopo giorno. Il bambino ha bisogno di continuità, ripetitività e porti stabili che rimangano fermi, per formare i propri confini. Se invece succede, che quello che un giorno vale, il giorno dopo muta completamente e non vale più, avviene un effetto straniante, il mondo inizia a divenire un posto instabile che può repentinamente tradire, abbandonare, ferire.
Quando ero piccola in casa mi parlavano da altre stanze; altri luoghi non visibili dal mio sguardo dove echeggiavano suoni, a volte urlati, oppure arrabbiati, spesso tuonanti. Non erano parole vicine, accanto, accarezzate o guardandomi negli occhi, no, erano parole senza volto. Nessuno osservava se le udivo oppure no. Parole nel vento instabile della distanza.
Ci ho messo tantissimo a capire il mio Mercurio ISOLATO nel Tema (sistema nervoso e funzione cognitiva sensoriale percettiva), la mia voce non esisteva, ero troppo impegnata a inseguire quella altrui, a cercare di captare ed adattarmi a queste voci lontane, che spesse volte non parlavano di certo a me, ma cercavano solo un Eco a sostenere il loro riflesso.
Come si fa a parlare a una bambina da stanze lontane senza nemmeno vedere il suo viso, i suoi occhi e accertarsi che ci sia una connessione?
Ci sono senz’altro traumi peggiori di questo.. ma proprio per la sua sfumatura sottile vi invito a stare attenti alle piccole cose più che alle grandi. Sono le microfratture che formano una rete invisibile di cronicità latenti e sotterranee, difese a reazioni antiche che nemmeno si ricordano più. Nel mio caso per esempio, stando sempre nel micro e non nel macro, sono quelle parole lontane che facevano si che ogni volta che io andassi anche semplicemente in bagno, avvisavo come a chiedere un permesso. Mi viene da sorridere ora: “Sto andando in bagno”, come se dirlo, mi preservasse dal fatto di non essere smarrita, abbandonata se qualcuno mi avesse dimenticato a casa uscendo, o se avesse continuato a parlarmi da lontano chissà dove.. io avvisavo che ero in bagno.
Come mai poi smisi di far sentire completamente la mia voce è facile intuirlo……. “Non ti sentiamo figlia mia parla più forte che diamine!! Cos’hai detto?” … e da lì la mia fievole voce ha cominciato a perdersi. Forse ancora prima delle tonsille infiammate all’asilo. Prima dei mal di gola cronici a scuola. Prima delle faringiti da grande. Prima della tiroide sballata da adulta.
I silenzi della gola si nascondono in tanti piccoli granelli di tempo buttati qua e là, ricordiamo spesso le cause grandi, le lotte e le battaglie sanguinolente, e poco gli spifferi dalle porte mal richiuse, che creano distese gelate nel cuore.
Urano in Gemelli, in mezzo a tutto l’esubero di opinioni, mercificazione e occultamento di verità, che possa donare parole lievi e sorridenti a silenzi taciuti, e possa connettere le nuove amicizie degli adulti con lo spirito sbarazzino dei bambini.
In questo tempo urlato, in questo mondo in guerra, in queste righe scritte da me e non da chatgbt, abbiamo bisogno di tornare alla memoria del nostro tempo sottile per perdonare e perdonarci e risanare ciò che abbiamo compresso, congelato, o semplicemente deviato dalla sua forma originaria che è lì che attende di germogliare.
Oggi in questa primavera di vento, di giorni in centrifuga per molti di noi, e per gli eventi del mondo che ci stanno sbranando, mando una invocazione di fuoco e dolcezza al nostro centro più antico, perchè l’Anima non perda mai la fiducia.
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