
21 settembre 2025.
Quando ero piccola mia madre ha attraversato (per la prima volta ai miei occhi), un lungo periodo di depressione. Invano ho tentato, nella tragica illusione d’infanzia, di lenirle il cuore. Credevo si potesse come un colpo di vento, far passare quelle nubi nere e vederla tornare a sorridere. Per lungo tempo ho creduto fosse colpa mia. Credevo — trasformandomi in clown e giullare – e ricoprendola di doni creativi, di salvarla dai suoi abissi in cui non riuscivo a raggiungerla di meritare il suo amore dovendo necessariamente fare qualcosa per lei. Avevo la pretesa sovrumana di poter poter riempire il vuoto di qualcuno con la mia sola forza. Qualcuno che per me era la vita stessa attorno alla quale gravitavo, e se la vita era senza più vita, io – pensavo – ne sarei senz’altro morta.
Madre Terra ora soffre dello stesso male oscuro – e noi come figli spaventati reagiamo ognuno con le proprie forme di personalità, ma se la depressione è un movimento dell’Anima che torna dentro di sé per trasmutare la sua vecchia forma e provare a rinascere – in questi anni siamo nella lunga fase di transizione che precede l’alba di un nuovo mondo. Da bambini ad adulti, dovremmo essere in grado di effettuare un grande passaggio di crescita interiore uscendo dall’illusione di essere capiti, contenuti, amati da qualcosa di esterno a noi. Solo trasmutando qualcosa nel profondo di noi stessi, in un modo così impercettibile che forse lo vedranno solo i nostri nipoti e pronipoti, potremo accedere al cambiamento che richiede questa enorme fase di lutto e transizione. La fase in cui siamo adesso è proprio quel “tra” e non già un “poi“, ma neppure più un “prima”.
Siamo quei bambini che cercano invano gli occhi della madre, ma allo stesso tempo non si riconoscono più in essa e nelle sue ombre, anzi ne hanno quasi paura e quindi sono sperduti…
Cosa proviamo nel camminare nella terra che sanguina? Quali paure e quale rabbia attiva in noi?
Illusione, fuga, impotenza; non somiglia forse a quello strazio e paura suprema di quando vedevo gli occhi bassi di mia madre senza più luce? Siamo bambini chiamati a crescere adesso, se ancora cerchiamo quella mano dalla mamma, o speriamo che una parte di umanità capisca, ci sbagliamo. Dovremo divenire adulti e vedere: vedere che non tutti siamo uguali nella nostra evoluzione qui nella materia, e non cercare più appigli fuori – ma dentro – se il mondo è lo specchio, lo specchio adesso è in frantumi, quindi toccherà ricostruire un’altra identità più solida senza più aggrapparsi alla precedente (che ci ha mostrato la sua totalità delusiva ma necessaria per il nostro distacco).
Facendomi attraversare da questo Corridoio delle Eclissi (Eclissi di Luna del 7 settembre), dal Novilunio che anticipa di un giorno l’Equinozio d’autunno e cade al 29° del segno della Vergine, personalmente ho solo voluto ascoltare i mondi inabissati e le zone d’ombra della mia vita, con il “sentire profondo” e non con il “pensare, capire e concettualizzare”. Nel nostro individuale potremo seminare l’intento di pulire ogni traccia di rabbia per accogliere ciò che farà il suo corso come una stagione che cambia e non potremo fermare – (non vuol dire non combattere più per le immani ingiustizie del mondo) – ma attraversare questi passaggi osservando davvero ciò che c’è lì fuori con uno sguardo totalmente volto a riconoscere quali macerie antiche sta scoperchiando.
Posso tornare indietro nel tempo?
Posso ridire le parole giuste a quella persona che se n’è andata?
Posso riavere indietro quel tempo di quando ero bambina?
Proviamo ad attraversare tutte quelle emozioni che sentiamo come “luoghi senza rimedio”.
I nodi sono venuti al pettine tutti insieme ma hanno avuto il loro inizio molto tempo indietro, ora ne vediamo palesi le conseguenze e non possono più essere nascoste. Fa così paura che ci sia qualcosa – in noi stessi e nel mondo – a cui non riusciamo a porre rimedio?
E’ così terrificante accettare che possiamo sentirci totalmente sopraffatti perché in cuor nostro stiamo sempre aspettando che qualcuno ci salvi da lassù. Ma il cielo è in terra, e siamo noi quel cielo adesso.
La prova più grande che ci sta mettendo di fronte questo ultimo biennio è la presenza di Saturno in Pesci al suo ultimo passaggio con la chiusura di un ciclo di circa 29 anni , (inizierà lentamente il nuovo da metà febbraio 2026 con il suo ingresso in Ariete). Anche Nettuno sempre in Pesci fino a fine gennaio 2026 chiude un lungo ciclo aperto dal 2012. Siamo esattamente in quel crinale dove ci sono le “fini” e dove avviene il setaccio e la “prova del 9”, ma non durerà solo il tempo di questa Eclissi e Luna Nuova, il processo è iniziato almeno da un paio d’anni e ci accompagnerà almeno fino al 2027. Questo momento è il punto energetico dove potremo posizionarci e impostare coscientemente il processo di smantellamento e guarigione.
Spesso le guarigioni passano da delle lunghe convalescenze; potremmo chiamarla così quella nebbia fitta in cui cadono le illusioni, capiamo chi ci rimane accanto nel momento difficile e chi no, chi ha il coraggio di allargare il cuore e vedere oltre, chi invece lo chiude e tira su la coperta fino a sopra agli occhi per non vedere. Il mondo si è spaccato da tempo, le divisioni di pensiero, ideologia, religione ci sono sempre state, ma adesso almeno dal 2020 in poi, non è stato più possibile nasconderle e ci viene chiesto responsabilità matura della nostra visione.
Avremo il coraggio di dichiarare la nostra posizione/direzione apertamente o faremo come gli apostoli subito dopo la morte di Gesù spaventati di essere perseguitati dal sistema corrente?
Nel mio piccolo – i miei dolori antichi e moderni si rincorrono in una ferita di sanazione impossibile “La madre d’infanzia inconsolabile” – ma nel più grande in cui non c’è divisione alcuna tra noi e il mondo, siamo tutti quanti quelle “Le madri inconsolabili” che stanno perdendo i loro figli in Palestina, (e non solo lì), in tutti i terribili eventi nemmeno percepibili per intero dalla nostra Coscienza su scala globale.
Cosa facciamo adesso con queste lacrime universali che la terra sta versando?
Andranno a concimare la terra della vendetta del futuro, o potremo noi iniziare a creare per primi una terra fertile per accoglierle?

Prendere atto di questa lacrime inconsolabili sarà il primo atto di consapevolezza, altrimenti si depositeranno nell’ombra del cinismo e del cuore che si raggela rassegnato e deluso. Dovremo accogliere questo intero lutto di un’umanità che non ce l’ha fatta, il declino di un Occidente che ha vantato troppo a lungo la sua supremazia, ma ora non riesce a essere coerente e mostra tutta l’ipocrisia, i compromessi vigliacchi e gli interessi sottostanti, ventilati per democrazia.
Lo specchio del mondo, è lo specchio del nostro intimo quando mostriamo lati “luce”, un controllo che non abbiamo maturato davvero. Siamo chiamati a vedere fuori di noi luce e ombra, gli opposti si fronteggiano – il Male supremo davanti agli occhi – perché esiste anche questo. La nostra prova iniziatica di adesso come Anime, non è negare il male, ma passare in quel crinale tra le due sponde estreme dilatate al massimo in questi anni: l’ombra della finta spiritualità, dilagante nei Social che semplifica scorciatoie di guarigione e nella ancora sua non – unità d’intento e l’ombra della rassegnazione e cecità totale di un bel pezzo di umanità che sovrastimolata e delusa dal boomerang mediatico, per quieto vivere, ignavia e pigrizia, ha totalmente chiuso gli occhi del cuore, della sensibilità e verità mettendo la testa sotto la sabbia.
Questa Era si trova a vedere “il male” davanti agli occhi, quasi ad anestetizzare quello sguardo ormai. Potremo dire che il male c’è sempre stato ed è vero, solo che ora è in mondo visione sui nostri telefoni e non potremmo dire di non averlo saputo.
Dove ci collochiamo noi nel veder Eclissata la ragione umana che non ha più potere alcuno?
Stiamo in questo passaggio in contatto intimo sia dentro la nostra storia personale, perdonandoci, piangendo, ma anche piangendo di gioia per la bellezza che ancora ci dice che siamo qui vivi in questa parte di terra in una casa calda e in questo ciclo che si sta davvero chiudendo, cosa vorremmo seminare di essenziale per le generazioni del futuro?

La parziale Eclissi del Sole poco prima dell’Equinozio d’autunno, ci sta insegnando e mietere il grano, a raccogliere ciò che davvero sono i grani buoni da quelli cattivi, (Mercurio in Bilancia, Venere quadrata a Urano), e trattenere attraverso la memoria per non ripetere più un orrore del genere, a osservare la realtà senza sconti e a prendercene cura con amore.
La forma ad Aquilone nel disegno che si viene a formare, è un delicato crinale di passaggio in cui le vecchie forme si stanno sgretolando (Sole, Luna e Nodo lunare opposti e Nettuno e Saturno in Pesci) – passaggio lento che è già iniziato, di cui ora vediamo davvero la sua portata. La transizione sarà lunga e il rigoglioso Trigono d’aria che formare (il nuovo che avanza), tra Plutone, Urano e sestile Saturno e Nettuno, sarà l’anticipo di una forma di stabilizzazione per l’estate 2026 e 2027.
Vi lascio dunque con queste parole di Eva Pierrakos per riflettere e portare luce alla Coscienza attraversando con coraggio e dignità e ampiezza del cuore questa “depressione” della Terra, imparare a crescere attraverso l’ombra di adesso, e lasciando andare il nostro bambino con i pugni chiusi, per aprirgli le porta all’adulto libero, generoso e consapevole di domani.
Buon Novilunio a tutti voi.
Il Male può essere considerato il risultato dell’Insensibilità.
Il collegamento fra il male ed insensibilità diventa più chiaro se esaminiamo i meccanismi di difesa che operano nella psiche umana. Quando un bambino si sente rifiutato, ferito, quando i suoi bisogni non vengono soddisfatti, in genere si difende cercando di non sentire le sue emozioni, di ridurre la sua sensibilità. Questa forma di protezione si rivela spesso utile ed efficace. Inoltre, quando l’ambiente in cui vive è confuso ed invia messaggi contraddittori, anche il bambino si sente confuso e reagisce con emozioni contraddittorie. Egli non può tollerare una situazione del genere ed anche in questo caso reagisce cercando di non sentire, in quanto questo è per lui l’unico modo per difendersi dagli impulsi e dalle emozioni contraddittorie che non riesce a comprendere.
Questa difesa è realistica e raggiunge il suo scopo nel caso del bambino, ma diventa irrazionale e distruttiva, quando viene mantenuta anche molto dopo che le circostanze dolorose sono terminate. Quando l’individuo rimane insensibile anche in età adulta, quando ormai non è più un bambino impotente, crea le basi per la nascita del male.
Essere insensibili verso il proprio dolore significa necessariamente esserlo anche nei confronti di quello degli altri.
Se si analizzano da vicino le proprie reazioni abituali, si può osservare che spesso la prima reazione verso il dolore altrui, è di spontanea comprensione, di empatia, di partecipazione. Vi è però una seconda reazione, che ostacola il flusso di queste emozioni. Qualcosa scatta dentro e sembra dire di no ad esse, il che è indica che l’individuo si è difeso, rendendosi insensibile.
In quel momento egli si ritrova apparentemente al sicuro, ma separato. E’ possibile dunque distinguere tre livelli di insensibilità: Il primo è quello dell’insensibilità verso se stessi come meccanismo protettivo. Il secondo è quello dell‘insensibilità verso gli altri. In questo stadio un atteggiamento di passiva indifferenza fa si che la persona possa vedere qualcuno soffrire senza provare alcun senso di disagio. La maggior parte del dolore del mondo viene causato da questa condizione dell’anima. Proprio perché è più sottile dell’aperta crudeltà, alla lunga è più dannosa. Un atto apertamente crudele produce immediatamente degli effetti, e può perciò essere facilmente corretto. L’indifferenza passiva,generata dall’insensibilità, invece, può passare inosservata per molto tempo, perché può essere facilmente mascherata. Essa permette all’individuo di seguire i suoi impulsi più egoistici, mantenendoli segreti. L’indifferenza potrebbe essere considerata il male minore, se paragonata alla crudeltà, ma è altrettanto dannosa, se protetta nel tempo.
Il terzo stadio dell’insensibilità è la crudeltà agita attivamente. Questa può essere generata dalla paura degli altri, dall’incapacità di esprimere in modo sano una rabbia troppo a lungo accumulata, o può essere una sottile estensione del meccanismo di difesa precedentemente descritto. Questo potrebbe apparire a prima vista incomprensibile, ma non lo è se si analizzano certe reazioni emotive che governano i rapporti con gli altri.
E’ possibile osservare come il male, la distruttivi il dolore, siano sempre il risultato della negazione del vero Sè, del sostituire le reazioni spontanee di questo, con delle reazioni secondarie, per lo più dettate dalla paura. Il confine fra l’insensibilità passiva e la crudeltà agita, è spesso molto sottile e precario; comprendere questi processi permette di affrontare meglio la crudeltà che genera tanto dolore e tanta confusione nel mondo.
La crudeltà agita rende l’individuo ancora più insensibile di quando non avvenga nel caso dell’indifferenza passiva; esse non solo gli impedisce di esprimere le sue emozioni positive e spontanee, ma anche di sentire la paura ed i sensi di colpa.
Infliggere dolore agli altri diminuisce la propria capacità di sentire. Questo è il metodo più potente che l’uomo ha a disposizione per rendersi insensibile.

Dovete sempre distinguere tra le azioni e le tendenze emotive, tra l’agire e il sentire. L’indifferenza e l’Insensibilità possono non essere attivamente agite; è possibile sentirsi indifferenti, ma non agire con indifferenza. Vi può capitare di fare tutto ciò che è in vostro potere per aiutare un’altra persona, talvolta forse anche esagerando, proprio perché non desiderate a livello conscio, essere indifferenti. Il desiderio di ferire gli altri, può esistere semplicemente come emozione, senza mai essere agito. S-e vi sentire in colpa, ciò significa che non comprendete la differenza fra il sentire degli impulsi e l’agirli. Mettete sullo stesso piano questi due aspetti, e perciò negate l’intero conflitto e lo spingete nell’inconscio, dove non può essere risolto.
Ammettere, riconoscere, affrontare un’emozione, per quanto indesiderabile possa apparire, non può mai ferire se stessi o gli altri, ed, anzi, è il primo passo verso il dissolverla. Confermare l’impulso con l’azione, e quindi negare entrambi, danneggia enormemente e stessi, e perciò gli altri, e non serve certamente a risolvere il conflitto.
A questo punto dovrebbe essere chiaro che l’insensibilità portata al suo estremo, diventa crudeltà. La differenza tra di esse è solo di grado. Anche coloro che al mondo soffrono perché al mondo esiste tanta crudeltà, hanno reso se stessi in una certa misura insensibili, e non possono perciò, sentirsi in colpa. Esiste sempre una correlazione tra l’atteggiamento che si adotta verso il male nel mondo e la propria insensibilità. Alcuni reagiscono con il sentimentalismo, altri ancora con la durezza e l’indifferenza. Ognuna di queste reazioni deve essere messa in relazione con l’insensibilità che certamente è stata istituita dalla psiche.
Eva Pierrakos “Il Male e come trasformarlo“
Con amore
Anna Elisa Albanese
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Una risposta
proprio in questi giorni che contemplavo quella che si può chiamare ” afflizione ” d’animo.. grazie per la delicatezza e precisione con cui hai tirato fuori un sentire così profondo, e condiviso ( ..a partire proprio da quell’ infanzia ) 🙏