IN TEMPI COME QUESTI –

“Vorrei non fosse successo nel mio tempo” disse Frodo. “Anch’io” disse Gandalf ” e “Vale per tutti quelli che vivono in tempi come questi, ma non spetta a loro decidere; possiamo soltanto decidere cosa fare con il tempo che ci viene concesso”. – J.R.R. Tolkien

“Noi viviamo nel Kairos, nell’attesa di una “metamorfosi degli dèi”, ossia dei pincìpi e dei simboli fondamentali. Quest’esigenza del nostro tempo, che davvero non abbiamo scelto coscientemente, è l’espressione dell’uomo interiore e inconscio che si trasforma. Di questo mutamento gravido di conseguenze dovranno rendersi conto le generazioni future, sempre che l’umanità voglia salvarsi dall’autodistruzione che la minaccia per la potenza della sua tecnica e della sua scienza.” (C.G. Jung dal saggio Presente e futuro, 1956).

Jung paragona questo momento con gli inizi dell’Era Cristiana e si domanda”… L’individuo sa che è lui l’ago della bilancia?

“Lo specifico problema che si presenta oggi si può riassumere così: noi siamo creature fondamentalmente primitive che tentano di adattarsi a un modo di vivere estraneo a quasi tutto il passato della nostra specie…. la transizione da primitiva a a una sofisticata va compiuta in tempi rapidi, come esige il problema delle risorse. Oggi stiamo vivendo un momento unico, che non si situa né nella lunga Era primitiva e neppure in un più prospero e agevole futuro. Inevitabilmente è il nostro secolo, il nostro millennio, a dover assorbire le sollecitazioni massime, giacché il destino ci ha fatto nascere nella fase di transizione.

“E poiché viviamo in questa fase particolare, incontriamo difficoltà, pressioni e situazioni sociali che non sembrano riconducibili ad alcun processo logico, per quanto semplice. Ci ritroviamo ad avere perduto il contatto con le forze che stanno plasmando il futuro..”

Tale perdita di contatto potrebbe significare mancare il Kairos della transizione, mentre venire a patti con esso significa scoprire un nesso tra passato e futuro. Il nostro compito, di ciascuno di noi, aghi della bilancia della storia, è quello di scoprire il nesso psichico tra passato e futuro, altrimenti sarà l’uomo inconscio dentro di noi, che è anche il passato primitivo dell’umanità, a plasmare il futuro storico, in modo forse disastroso.

Dunque il Kairos della transizione, questo momento unico e irripetibile di transizione della storia del mondo, diventa una transizione dentro il microcosmo, dentro l’uomo, dentro ciascuno di noi individualmente, mentre cerchiamo di districare i nessi tra passato e futuro, tra vecchio e nuovo che sono poi quelli espressi archetipicamente nella polarità (Senex/Saturno – Puer/Mercurio, Urano)

In questo secolo si sono espansi due ambiti psicoterapeutici: la terapia geriatrica e la terapia per la delinquenza minorile, e abbiamo specialisti per la psiche degli adolescenti. Le analisi sull'”esplosione demografica” si incentrano sul problema dell’incremento della popolazione ai due estremi: il numero crescente dei vecchi e dei bambini. Si prevede che nel giro dei prossimi trent’anni circa la terra dovrà sopportare una popolazione doppia rispetto all’attuale e, una volta ancora, in questo sovraffollato mondo del futuro, la divisione è tra i vecchi e i giovani: da un lato, le nazioni da tempo consolidate, con tassi di natalità sempre più lenti e controllati e una popolazione sempre più vecchia; dall’altro, le cosiddette nuove o giovani nazioni, le nazioni povere, con alti tassi di natalità e una proliferazione di figli che si riflette in un’età media bassa. Inoltre tra vecchi e giovani esiste una netta separazione dei sistemi di comunicazione: oggi, nel nostro collettivo urbano, i giovani non apprendono più attraverso le tradizionali forme della cultura e la parola scritta, ma attraverso i mezzi di comunicazione di tutt’altro genere.

I giovani formano una classe sociale a parte, chiusa e non iniziata dagli adulti e dunque per gran parte priva di comunicazione con l’esterno.

Questa separazione marcata produce una lacerazione nel tempo in cui viviamo. La psiche non è separata dalla storia, e la psicologia non ha luogo soltanto tra due persone sedute l’una di fronte all’altra in una stanzetta isolata dalla scena della storia. C’è anche la storia in quella stanza. Ed è esattamente come la psiche è situata in un presente storico che si trascina dietro le radici di mille alberi ancestrali, così la storia ha esistenza psicologica.

I “fatti” storici potrebbero essere soltanto fantasie cresciute intorno e sopra nuclei centrali archetipici e da questi generate. Sotto e dietro l’oscuro e ingarbugliato disegno degli eventi stanno le esperienze, realtà psicologiche di travolgente importanza, un substrato mitologico che conferisce all’anima un senso di un destino, la sensazione che ciò che accade è importante. Importante per chi? Sempre per qualcuno. Per una persona.

Senza la persona, senza quel senso individuale di un’anima personale (l’ago della bilancia) siamo soltanto uomini pre – storici, con un destino soltanto collettivo. Senza un senso dell’Anima, non abbiamo il senso della Storia.

E’ questa la dualità cui presta immagine per noi la figura positiva/negativa di Crono – Saturno, a procurare a ciascuno di noi i problemi più intensamente difficili del nostro processo di individuazione.

Come cambia il Vecchio Re/Saturno che è nei miei atteggiamenti?

Come può il mio sapere divenire saggezza?

Come posso fare per ammettere entro i miei confini incertezze, disordine, insensatezze?

Il modo in cui elaboriamo questi temi influisce sulla transizione storica, perché ciascuno di noi è l’ago della bilancia della storia.

(Da James Hillman “Puer Aeternus” Adelphi.)

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