IMPRESSIONI DI SETTEMBRE

ECLISSI, NODI LUNARI, EQUINOZI

Signed Surreal Ocean Giclee Art Print: Ethereal Seascape Wall Decor

Si parla tanto del controllo, del rilasciare il controllo e nessuno pensa mai che questa frase gli possa risuonare così da vicino “Quale controllo? Io non sono una persona che ha la mania del controllo, appartiene a qualcun altro, io so stare nel fluire …”.

Senz’altro ci sarà sempre qualcuno che sarà peggio di noi, però osservandoci bene da dentro e senza sconti, mai come questo delicato crinale intorno alla prossima Eclissi totale di Luna in Pesci (nella sera del 7 settembre) in congiunzione al Nodo Lunare nei Pesci e alla retrogradazione di Saturno sempre nei Pesci insieme a ben altri 4 pianeti: Nettuno, Urano, Plutone e in ultimo Chirone (asteroide) ci chiede verità emotiva. Una resa incondizionata all’autenticità e al rilascio delle vecchie ferite senza la pretesa di giustificarle o sanarle. Un’imparare davvero a osservare senza giudizio e lasciare andare ciò che intossica e non risuona più, anche se è un grande lutto doverlo fare, perché muore una parte di noi a cui, nonostante tutto, siamo molto affezionati.

Prima fase: Disintossicazione

Per imparare a lasciare andare e rilasciare il cosiddetto “controllo”, è giusto sapere che lo si può fare bene solamente quando la barca sta per affondare. E’ lì, in quella distesa aperta di paura e disperazione, quando sentiamo che il nostro Io/Ego viene bloccato, quando ci arriva una porta in faccia – Sbam! – sonora addosso nei denti – Quando gridiamo “Aiuto!” e nessuno accorre, quando ci sentiamo gli essere più soli e incompresi sulla terra e pensiamo di aver sbagliato davvero tutto…. è proprio lì che il disegno dell’Anima si dispiega. Finalmente il Cuore ci ha messo a terra, l’Io/Ego è debole e sconfitto, i contorni definiti del suo essere si sciolgono, non si sa più chi si è, e perché si è arrivati fin dove si è giunti. Non ci riconosciamo più in noi, contiamo gli errori (e presunti tali) e la mente è in fiamme da tanto sta carburando senza posa. E’ proprio a questo punto, quando la mente satura non ne può più di quel pensiero fisso e di quella solita risposta a cui non viene a capo, che se ci permettiamo di arrenderci alla non – soluzione, che può entrare lo spiraglio del cambiamento per far emergere l’Essenza.

La crisi è il miracolo più grande che possa accaderci. Finalmente lì, possiamo aprirci – stremati, stanchi, doloranti – all’esperienza del “lasciare andare”. A lasciare andare cosa?

A lasciare andare noi.

Non siamo stanchi di noi stessi? Non vorremmo non sapere più nulla come quel bambino che vediamo giocare nel prato che cade e si rialza ridendo? Siamo pronti a lasciare andare le credenze, le direzioni forzate, le fissazioni, le difese che ci imbrigliano? Ingabbiati in ciò che la nostra mente ci dice di fare o non fare, come salvarsi dal dolore e come questa volta – accidenti! – non ce l’abbia fatta – meno male!- perché dovremo attingere ad altro: al mare infinito dell’intuito che non abbiamo mai solcato. Della forza del cuore che non abbiamo mai travalicato e di cui ogni volta dubitiamo.

Immagine da Pinterest

Seconda fase: Emersione

Tutto questo maremoto che fa scoprire grotte sotterranee che aprono altri mondi, così poco si attiva se sto andando alla mia solita velocità di crociera, se procedo nelle mie sicurezze conquistate nelle acque tranquille e fluide delle magiche circostanze sincroniche quando “pare vada tutto bene”, o che vada tutto “secondo i miei piani e desideri”. Eh no, troppo facile a quel punto farci trascinare dalla corrente, sentire davvero la magia della vita e delle bellezza. E’ tutto semplice.. bastava assecondare.. un po’ come quando facciamo “il morto” con un mare calmo e cristallino. 

Eh no invece! La vera conquista è fare il morto nella tempesta, quando l’unica cosa che stai cercando di fare è non affogare … quando i muscoli non ne possono più e le forze si sono esaurite, resta solo una cosa da fare: rischiare di annegare lasciando andare tutto ……

Eccola lì la vera potenza del “lasciare andare il controllo” galleggerai solo arrendendoti al mare. E’ l’unico modo possibile. 

“Prendimi, Prendimi ora!” urla disperato Pi a un Dio lassù nel meraviglioso film “Vita di Pi” quando ormai ha consumato tutte le sue forze e vede la “fine” innanzi a sé – E’ in quel luogo/attimo in cui ci arrendiamo ai luoghi inesplorati della nostra Anima, deponiamo tutte le armi e le forze e se CI SIAMO DAVVERO LASCIATI SMARRIRE, accade qualcosa di Nuovo che è oltre il nostro controllo e a ciò che sappiamo e crediamo di essere.

(Con questo non travisatemi, non voglio dire che dobbiamo vivere sempre in crisi, anzi, se siamo ora in un momento di bonaccia, va bene, ce lo siamo sudato nelle precedenti tempeste e queste sono le nostre meravigliose giornate di mare liscio in cui ricaricare le pile, aprire i polmoni e navigare leggeri).

Saturno è rientrato in Pesci e nel suo ultimo passaggio nel segno sarà fino a metà febbraio 2026 (retrogrado fino al 27 novembre 2025) – (qui video sul Saturno tra Pesci/Ariete). L’eclissi di Luna piena in Pesci ci parlerà tanto di questo Nodo Lunare con cui è allineata (sempre quando si verificano le eclissi) e ci condurrà a un viaggio introspettivo laddove il saper perdersi senza smarrirsi davvero sarà la chiave. 

Avete mai girato in un mercato in India o in un posto che non conoscete, perdendo anche quel senso dell’orientamento, ma sapendo nel profondo, che a un certo punto girando da una parte o dall’altra, sareste tornati sulla strada giusta, ma il perdersi seguendo profumi e odori, era l’unica via per trovare la via giusta. Questo è come dovremmo avanzare adesso nei nostri dubbi interiori, e nelle nostre scelte, lasciando la via abituale, ma con la fiducia profonda che la strada si dispiegherà solo che se seguirò quel profumo…e perdendomi un attimo oltre ciò che conosco.

Prendiamo atto di non essere troppo lucidi intorno al Plenilunio per non prendere decisioni razionali concrete e definitive, perché non è questo l’emisfero del cervello che dovremo usare, ma attingere a quell’altra parte molto meno visibile, a cui poco prestiamo ascolto perché non sempre chiara nella sue manifestazioni, ma che – col famoso senno di poi – ci siamo spesso detti “Lo sapevo già accidenti! l’avevo intuito subito ma non ho ascoltato!“.

Terza fase: Sanazione e trasformazione.

Sapremo adesso, perché siamo cresciuti tanto in questi anni, che solo scendendo dentro i nostri anfratti più ombrosi, senza pensare di rimanere impigliati, che troveremo la chiave per  risalare rigenerati. Non la sapremo prima, accadrà – in un attimo, una scintilla, un sogno, una scelta dettata dall’angolo remoto della coscienza che poco prima non avevo chiara. E la posso avere chiara solo sentendola non con la testa. Perché se ancora proviamo “sentimenti scomodi”, non dovremo liquidarli, ma esaurirne la loro portata consolandoli. Amandoli. Accarezzandoli e poi, senza affezionarci, lasciarli indietro nel nostro cammino. Ringraziandoli di farci essere ancora vivi. 

Se proviamo emozioni siamo ancora vivi. 

Siamo chiamati ad imparare nuovamente e in maniera ancora più profonda, cosa vuol dire affidarsi a qualcosa che non sia “solo” la nostra Identità conosciuta. Sembra una cosa semplice ma non lo è, perché nelle fasi di pericolo emotivo, noi attueremo tutti i sistemi di difesa attuati fino ad ora. Esigenza di “capire” – intelletto Mercuriale – Bisogno di controllare e convogliare in maniera totalmente reattiva Plutonica – Bisogno di bloccare la sofferenza in modo Saturniano/rimozione/congelamento: “Non ho bisogno di te, elimino totalmente la mia vulnerabilità così non soffrirò più”. 

Se in questi mesi di ritorno di Saturno e Nettuno nei Pesci (Nettuno tornerà nei Pesci nell’Equinozio d’autunno) provassimo invece a non reagire a tutto questo e abbracciare la nostra paura più grande sentendola fino in fondo – ognuno la sua di questo momento grande o piccola che sia osservare il nostro limite e provare a oltrepassarlo stando con lui – possiamo per una volta non fare ciò che ISTINTIVAMENTE ci viene di fare. Spesso nel famoso “istinto” (mi viene da fare così perché è più forte di me e me lo dice l’istinto),  si annidano le antiche COMPULSIONI INCONSCE DETTATE DALLA PAURA e non l’amato istinto che tanto decantiamo.

Fare ciò è più difficile è la via: non temere la nostra completa ricettività, abbandono a ciò che è più forte di noi (i sentimenti ambivalenti che spingono), accoglienza di ciò che cerchiamo di trasformare a tutti i costi lasciandolo così com’è. Se ora mi sento “debole e stanco” non posso trattarmi come un marines, prima devo ascoltare quella stanchezza e quel tempo che l’Asse di Luna e Nodo Lunare Nord in Pesci ♓️ e Sole e Mercurio in Vergine ♍️ ci suggeriscono. Segni femminili e complementari, Corpo e Anima lo specchio dello stesso cuore, il corpo fisico ci mostra la forma manifesta di ciò che stiamo creando nella materia, le emozioni che ci pervadono ci mostrano la via della Conoscenza alle più alte intuizioni che chiedono solo di emergere, dalle lacrime, dalle risate, dalla dolcezza, dall’arrendersi a tutto ciò. 

Mettiamo uno stop in questo settembre, per poi ripartire nutriti dal profondo. Il frullatore del mondo che sta masticando il suo Karma collettivo rischia di portarsi via tutto anche le nostri parti più belle e candide, non lasciamo che lo faccia. Scendiamo in tana, parliamo con le sirene di mare, giochiamo con le conchiglie nascoste sotto la sabbia, chiudiamo le porte per un attimo alle urla là fuori, non temiamo di sospendere il tempo.

Non ce ne stiamo fregando. Stiamo pregando per il mondo.

Buona Luna Piena per chi la osserverà nel cielo o per chi vorrà portarla dentro con un gesto di dono, rilascio e perdono.  

Con amore Anna Elisa Albanese

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