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NATALE 2023

Mia zia era una persona che andava nel suo negozio di fiducia e a Natale lasciava anche qualche soldino in più. Andava anche alla Parrocchia e mi diceva “Il prete mi conosce, mi vede sempre e io dono ogni volta qualcosa alla Chiesa per Natale”. Rimasta vedova e senza figli in una città in corsa come Milano, proseguiva i suoi riti quotidiani e i suoi punti fissi seminando una continuità abitudinaria e conforme alle regole civili della società che le dava sicurezza.

Esser soli in questa città senza più persone rimaste in vita non è sempre facile, ma lei ha sempre avuto paura di andarsene da Milano “Ho miei punti fermi, conosco i miei negozi di quartiere..”, mi diceva quando cercavo di incoraggiarla a vivere più in natura, quando ormai non lavorava già più e le estati erano sempre più calde.

E’morta per varie complicazioni concatenate nella calda estate di bolla africana milanese del 2023, dopo che lottava da un anno e mezzo contro un fastidiosissimo fuoco di S.Antonio e varie forme di nevriti alle gambe, (tutte sviluppate post vaccino, nonostante avesse avuto Covid e ospedalizzazione i medici l’hanno fatta vaccinare per poi dire che le avevano ucciso tutte le difese immunitarie). Nella chiesa dove hanno celebrato il funerale – la sua chiesa – il prete affezionato a malapena ricordava il suo nome (poco e male è riuscito a nominare nella funzione). Il quartiere da lei amato giaceva silenzioso e incurante. Faceva così caldo quel giorno di luglio, che non si riusciva nemmeno a salutarsi affettuosamente di fronte alla chiesa perché c’era il rischio di svenire. Ognuno è andato via in corsa perché la vita è una corsa sempre verso qualcos’altro di più urgente. Ricordo di aver pensato che tutte le sicurezze e le certezze di cui mia zia aveva cercato di contornarsi come Pollicino con la sua mollica di pane, erano state spazzolate dalla fretta, dalla mancanza di memoria e dall’urgenza del mondo intorno.

Il mondo fa il suo sporco lavoro, e continuerà a farlo nell’indifferenza dei molti, anche ora che le guerre forse non fanno più effetto a nessuno perché è Natale e ancora non ci è crollato nessun palazzo in testa.

Perché siamo bravi come umanità a dimenticare in fretta e andare avanti senza assorbire l’insegnamento.

Oggi non mi viene in mente mia zia perché è quasi Natale e lei non ci sarà più (non solo almeno), ma perché penso che tutto quello a cui lei si è attaccata è stato vano. Quel prete che a malapena ricordava chi fosse è l’emblema di tutto il tempo che perdiamo dietro a ciò che crediamo conti davvero.

Vi auguro in questo Natale di trovare all’interno di voi stessi quel perno che vi faccia sentire saldi, di scoprire una spiritualità più libera e autentica. Di uscire da quel vecchio mondo di cui lei ancora era intrisa suo malgrado. Da generazioni e generazioni prima di lei.

Il vecchio mondo se ne sta andando con le sue forme dogmatiche e consumistiche per lasciare il posto a ciò che saranno dei nuovi semi – oltre la religione in una Spiritualità sana e autentica. Semi sono ancora pochi, ma cresceranno.

Per il resto osserviamo tutto con distacco. Che non è indifferenza, ma è la forma più alta di saggezza dello Spirito.

Anna Elisa

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