Novembre 2024: HORROR E IMMAGINARIO DEI NOSTRI TEMPI

“Oggi la gente conosce il prezzo di tutto e il valore di nulla.”

Oscar Wilde

Il significato evolutivo della Casa IX, L’archetipo di Giove e a seguire Urano nell’astrologia moderna, rappresentano la capacità di allargare la coscienza verso una comprensione più ampia e visione che viene a crearsi solo dopo il necessario passaggio di morte/distruzione (Fase precedente Casa VIII e simbolo Scorpione). Più volte nel corso della nostra vita attraversiamo metamorfosi, più o meno facili o dolorose, alcune volte, se attraversate e rielaborate coscientemente, sanno condurci a un salto di prospettiva, che non sarebbe stato possibile altrimenti: un salto evolutivo possibile solo dopo una lunga fase di separazione/lutto dell’antico modo di essere.

Non siamo ancora entrati ufficialmente nelle nuova Era Acquariana, ma già possiamo vedere bene il lutto e il caos collettivo del mondo di questi anni e dei vecchi sistemi del mondo – e noi con esso – Nella storia umana si sono incaricati artisti, i pensatori e filosofi (il più delle volte pionieri rimasti incompresi), nel cogliere a livello intuitivo qualcosa di nuovo nell’aria e mostrarci la via. Spesso anticipavano una nuova corrente che non veniva facilmente accettata dallo status quo dominante, anche in modo del tutto inconsapevole fungevano da traghettatori (molti compresi solo postumi), attraverso le parole scritte, spesso censurate o all’avanguardia per i tempi, arte, cinema, letteratura e poesia.

Vedendo anticipati già alcuni temi attuali, stamattina mi sono svegliata ricordando Oscar Wilde nel “Il ritratto di Dorian Gray” (ma potrei parlare di molti altri ancora andando indietro negli artisti della storia). Wilde nel suo romanzo nell’emblematico periodo di passaggio tra Ottocento e Novecento. L’eterna lotta con il tempo tiranno e con il nostro “doppio” nel periodo in cui iniziavano grandi bagliori di innovazione, e allo stesso una fortissima forma di censura, rappresentava il malessere del passare tragico e inevitabile del tempo, bellezza, vanità e vacuità, ossessione e vuoto d’esistere. Sembrava già di masticare “la noia” giovanile di adesso, il primo ritratto del “dandy” della società moderna che si perdeva nel narcisismo e ricerca spasmodica dell’apparenza, viaggio orrorifico e fantastico attraverso il angelico di Dorian e il suo doppio demoniaco nascosto in soffitta e al mondo, logora e spaventosa ombra come il lento corrodersi della sua anima.

Nel Novecento vicino ai romanzi ha cominciato ad accostarsi il linguaggio filmato e visivo del cinema, e sul tema del doppio (ce ne sarebbero mille), ma l’inquietante e sublime Cronenberg con “Inseparabili” aveva toccato le mie corde giovanili creandomi una sensazione di vertigine e angoscia. Impareggiabile nel farci entrare nell’animo umano e nelle sue disarmonie e follie. Qui già si affacciava la tematica del legame disfunzionale/tossico di dipendenza (ora attualissimo e dilagante), e nel suo gioco di gemelli contrapposti, il “cattivo” e il “buono”,  anticipava di gran lunga ( e siamo nel 1988), l’horror relazionale del nuovo millennio con relazioni narcisistiche, di potere sbilanciato e rapporti di dipendenza affettiva. Inoltre le tematiche legate alla trasformazioni del corpo umano (già anticipate dal regista con “La Mosca”), vengono ampliate e integrate con la tematica del controllo, della morbosità senza rimedio dell’attaccamento disfunzionale.

Sono incappata proprio in questi giorni nel fanta/horror  “The Substance”, (il mio invito è A NON ANDARE A VEDERLO) che nelle sue immagini cinematrografiche da fumettone d’intrattenimento splatter, prova a ricondurci (non con la stessa profondità e maestria ma solo con la fredda tecnica), ad atmosfere alla Cronenberg, Kubrick, Lynch e De Palma (maestri sacri nelle loro atmosfere). Siamo qui nel pieno tema dell’eterna lotta degli opposti tra bellezza, perfezione, gioventù e vecchiaia: l’antidoto magico, l’ultima tentazione del Diavolo, l’elisir di lunga vita e la sfida dell’uomo contro la morte. Sfida più attuale che mai.. (transumanesimo, conquista scientifica, o sfida dell’uomo alle leggi della natura? Qual è il confine sano e quale no?).

Il film inoltre apre il Tema del femminile ( o considerato tale) che sfiorendo è solo da gettare – in questa società del consumo – quando si invecchia si è fuori da tutti i giochi. Può essere vero e lo è, se si rimane all’interno di questa cornice di senso senza poter trasformare e nutrire la visione all’interno: se non integriamo il vero significato della saggezza, della maturità che può crescere insieme al tempo che passa. Non abbiamo miti occidentali che ci mostrino la bellezza del maturare con il proprio tempo e mostrare i segni del nostro tempo sul viso, anzi, essere deboli e anziani è motivo di vergogna ed esclusione.

Bisogno andare dentro di sé per trovare il centro che fuori è impermalente e volatile e nessuno standard di bellezza potrà colmare mail quell’asticella sempre più alta. Nel mondo delle apparenze tutto si consuma, deteriora e passa rapido come una macchina trita rifiuti e se non vogliamo farci risucchiare dalle leggi spietate del mercato e sentirci oggetti mercificati da buttare (donne specialmente), dobbiamo saltar fuori totalmente dal sistema e non chiedere più di essere avvalorate da quel modello dominante.

Non è certo facile qui quando vediamo ovunque dalla pubblicità ai personaggi che ci circondano, il mito del corpo che non invecchia (anzi è super performante) come un mito sano, e non sappiamo affrontare una sana uscita di scena, necessaria nelle tappe giuste del tempo (simbolo di Saturno sano), senza sentirci estromessi totalmente dal vortice della società. Ed è vero, qui lo siamo davvero, soli e perduti senza una rete che sostenga, che nutra, che dia spessore di spirito e non di apparenza e volti rifatti già nelle giovani donne, nelle grandi città alienate, o nei lavori che necessitano di una performance. Perché le nonne sono poche ( e forse sono anche loro a fare pilates) e la comunità e l’appoggio famigliare è sempre di meno e ci si perde nei mostri interiori e nella incomunicabilità al di fuori di una rete affettiva condivisa, come individui separati dalla nostra Anima che ha sete di AUTENTICITà e non di apparenza e finzione.

Da non confondere con il volersi mantenere sani e in forma – cosa che ritengo diritto sacrosanto anche in un età non del tutto giovane – ma senza più la schiavitù all’immagine che viene richiesta dallo Star System – che purtroppo brucia tutto quello che va in avaria, e in avaria ci fa andare in genere molto presto. Ed è senz’altro questa una denuncia forte urlata dal film in questione.

E’ in questo periodo di profonda spaccatura tra il vecchio e il nuovo e di lacerazione, che torna a chiamarci da dentro – dal fondo del nostro inconscio primordiale – il mito che spaventa e affascina tutti noi quando siamo in crisi. Il mito del del viaggio dell’Eroe – mito di iniziazione/rito di passaggio all’età adulta che manca nelle tappe iniziatiche giovanile, e totalmente assente alla “comunità/tribù” che perde le sue radici giorno dopo giorno. Sia che si parli di depressione – segnale psichico che urla disperato una richiesta d’aiuto per poter rinascere – sia che si tratti di una crisi generalizzata di senso, siamo sempre di fronte alla magnificenza del simbolo di Plutone.

Umani che scendono nel territorio di Ade/Plutone per tentare di sopravvivervi, Orfeo che prova a salvare Euridice (meglio non citare la superficialità riduttiva della serie sui miti “Kaos”). Sempre lo stesso viaggio che cerca spazio di ascolto perché è universale. Il lutto in Occidente è un tabù e i risultati li abbiamo davanti agli occhi. La crisi è sempre motivo di esclusione e non di riparazione – i romanzi hanno lasciato il posto all’immediatezza delle immagini, senza nessuna traccia di approfondimento dei personaggi, delicatezza, sfumature. L’obiettivo è solo suscitare una reazione, e non è forse anche l’obbiettivo dei media degli ultimi anni con tutto la politica delle emergenze? Qualsiasi cosa BASTA CHE ci TERRORIZZI. 

D’altronde dall’ultima crisi dal 2020 ad aggi, non è stata ancora rielaborata (se vuoi leggi qui).

Sarà questo uno dei primi tranelli di Lucifero nella nostra modernità? Sviluppare un orecchio e un occhio attento a non cadere ogni volta nelle trappole della comunicazione usata a d.o.c per spaventarci? (Plutone docet leggi qui).

Finisce poi che ci abituiamo a tutto, e proprio come per chi vive in un viale trafficato o vicino ai treni, il rumore di sfondo diviene qualcosa che non si sente nemmeno più, l’indifferenze al dolore del mondo, diviene parte integrante dell’insensibilità (Il Male di Eva Pierrakos leggi qui). 


Sarò giusto dover sacrificare la nostra sensibilità per sopravvivere?

Molti l’anno fatto, e alcuni horror li abbiamo proprio intorno a noi come la giovane ragazza che seppellisce i suoi neonati nel giardino di casa – atto di vita creativo, taciuto, soffocato – che basterebbe solo questo per spaventarci sul punto di distacco dal nostro centro/cuore/sentimento cui siamo giunti.

Dai romanzi ai film, dai film alle serie, e dalle serie ai reel e tiktok, ormai il passo è fatto. La capacità di attenzione è pressoché nulla per molti. Vuoti di memoria, incapacità di rielaborare o ricordare il passato, fantasia che si spegne perché bombardata dal troppo che non nasconde più nulla, ma svela così tanto da saturare, stufare, creare infine nausea e VUOTO. 

Niente riempie più. 

Niente sconvolge più.

E’ questa l’ombra del simpatico e divertito Plutone in Acquario sfodera tutte le sue più efferate seduzioni?

Prendere fiato e stare nel sentire profondo – le ragioni del cuore, unico punto saldo al centro del nostro essere, Anima – sembra molto difficile per le nuove generazioni visto la stimolazione sensoriale e neurologica costante. Soprattutto andare a cercare quel che di valido ancora esiste nel passato, cercare un’autorevolezza sana che funga da esempio che possa formare la basi per gestire le frustrazioni normali del tempo adulto. Usciamo da un’Era Patriarcale – immersione nell’archetipo di Saturno che ha portato colpa/sacrificio e sudore nelle generazioni precedenti sia dei nostri avi, che dei nostri genitori, ed entriamo lentamente in un Era in cui Saturno – la struttura famiglia/stato/autorità è giunta ormai alla fine nel bene e nel male – ma ora è stato gettato tutto insieme all’acqua sporca – le qualità Saturnine di resistenza, caparbietà, capacità di sostare nella determinazione, e vera adultità sono per molti perdute o sconosciute – i deficit da attenzione nei bambini sono allarmanti, le depressioni e l’ansia, e le dipendenze (ombra di fragilità infantile) rappresentano un Saturno maturo non integrato, anzi rigettato nell’ombra che manifesta nel sintomo la sua richiesta di struttura e punti stabili mancanti.

Da Capricorno ad Acquario (per rimanere solo nell’archetipo di Plutone), 2008 – 2025 – le leggi economico finanziarie si sono trasformate radicalmente e stanno cambiando tutti i centri di potere centrale di un tempo – nascita dei Brics dal 2008 e lenta caduta del monopolio del dollaro – Smarrimento, ribellione non si sa più nemmeno bene a cosa, vecchie autorità in declino, ma allo stesso tempo nessuna nuova formula migliore che vada a sostituirsi alla precendente. Per la gioventù attuale spesso c’è solo paura del futuro o un presente eterno in cui rimanere immersi senza progetti (da 2024 a 2044 Plutone in Acquario).

Se negli anni ’90 molti di noi sono cresciuti insieme a “Visitors” e “Virus Letale” in cui era fantascienza vedere uomini in quarantena vestiti di bianco con mascherine ecc. ora  con “The Substance” potremmo assistere al prodomo di quello che ci aspetta in un futuro non troppo lontano. Rimane ferma la certezza che sotto l’ombra di una tecnologia che avanza (e non è quella la paura ma l’uso che l’uomo potrà farne), e una velocizzazione degli scambi e del tecnicismo, si dovrà sentire in maniera ancora più urgente, la chiamata di una Spiritualità che incarni la semplicità, la vera partecipazione di solidarietà tra esseri umani.

Sarà sempre più difficile distinguere la QUALITà delle cose e delle proposte, perché ci sarà sempre più LA QUANTITà a discapitò della qualità, e anche un’omologante ombra che mina a distruggere diversità e pensiero divergente. A questo succederanno gli eccessi e gli estremismi (lato ombra Acquario ribellione fine a se stessa)– nasceranno ad esempio comunità senza più rete internet e in cui non ci saranno smartphone e pc , o reazioni contrapposte e per nulla stabili ancora – assisteremo a spaccati molto diversi, e tentativi molteplici di trovare una strada differente anche nella sanità e nel suo crollo ormai in mano a privatizzazione selvaggia. Dovremo sviluppare sempre più un pensiero critico e accorgerci dei trabocchetti degli opposti che poi lottano per la stessa bandiera.

Non ho le riposte adesso (le avranno solo le generazioni future che si guarderanno indietro), ma in questo mare increspato e mosso, non mi stanco di osservare, andare oltre, cercare di non annegare dentro pensieri non miei, e rimanere solida ma allo stesso tempo aperta, a tutte le variabili che scorrono intorno ma senza farci portare nel gorgo che vogliono loro.

Ogni crisi e ogni guerra alimenta i poteri forti e impoverisce il popolo. Vi invito dunque a rimanere vicino alla vita – alla parte costruttiva di voi – se siete riuscita ad arrivare fino in fondo questo articolo, (che era partito come piccolo sfogo cinematografico ma poi mi ha preso la mano sorry… ) e non temere di rimanere soli. Sentitevi sempre liberi di pensare ancora con la vostra testa, scappate dove vi sentite messi al muro, e cercate luoghi e di anime affini dove ricreare il mondo che desiderate. Non perdete il tempo a litigare per le opinioni – ce ne saranno sempre di più, e andremo avanti sbandierare su tutti i canali possibili non concludendo nulla –

Scomparite, ritrovate la natura e i suoi veri cicli, la medicina nel suo uso antico e sapiente non governato dal potere economico delle multinazionali, uscite dal pensiero dominante e trovate creature simili a voi, anche doveste essere in quattro gatti tenetevi stretti … magari lontani per tutto il globo, ma vicini per appartenenza di ideali – QUESTA’ è LA LIBERTà ACQUARIANA che non ha password, leggi green, religione e qr-code – e in fondo, un tempo lontano, i dodici apostoli, erano solo dodici …

Con amore
Anna Elisa Albanese

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5 risposte

  1. Ciao Anna Elisa! Bellissimo articolo, risuonano molto vicine le tue parole.. Mi prende talvolta lo sconforto per questo mondo che sta andando a rotoli e per me che mi sento impotente;grazie per le tue parole che infondono speranza e fiducia anche in piccole azioni che possano attuare il cambiamento. Un abbraccio

  2. Ciao, è proprio così mi trovo a cercare lavoro dove sembra che è una schiavitù lecita, un sistema che ti stritola, ma io desidero ciò che mi permetta di vivere non di morire.
    Mi guardano come fossi un alieno.

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