PERDONARE L’IMPOTENZA

Diario astrologico: Estate 2024

Stanotte mi è risuonata questa frase in dormiveglia: “perdonare l’impotenza” e proprio in questi giorni il cielo ci racconta una situazione di forte tensione in cui siamo immersi. Marte sta raggiungendo Giove in Gemelli in congiunzione ed entrambi fanno braccio di ferro con Saturno nei Pesci. In più abbiamo una retrogradazione di Mercurio, Venere in Vergine e Luna Sagittario che dilatano al massimo l’Asse dei Segni Mobili: Gemelli, Sagittario, Vergine e Pesci sono i segni che più ci parlano di esplorazione, movimento, comunicazione, percezione dello spazio e del tempo, presente e futuro, dualità, scambio, relazione con l’ansia, immaginazione, sogno, illusione. 

Si dilata al massimo il desiderio di espansione e libertà, e allo stesso tempo viene contratto e bloccato con la stessa eguale intensità – Un gioco della fune in cui le estremità vengono tirate con la stessa potenza, nessuno lascia vincere nessuno e per uscire dal gioco una delle funi dovrà per forza lacerarsi, o qualcuno che tira troppo la corda dovrà cadere e farà saltare il banco.


In questa mezza estate, la strada che conduce verso una cima più alta, un’aria più tersa con le nubi al di sotto – proprio come quando si sale in cima alle montagne – sembra esserci preclusa. Non possiamo ancora lasciare “la densità” in cui ci troviamo e nemmeno riuscire comprendere le cose con la giusta prospettiva dall’alto: ci è richiesto  di STARE FERMI. (qualcuno ha sentito molto spesso questa frase detta da un caro amico M.G. in questi anni). 

Questo non vuol dire che a livello personale non possiamo essere felici in questo momento, anzi, io descrivo la situazione globale che ci troviamo ad assorbire intorno a noi. Quello che cambia ora è la prospettiva con cui l’attraversiamo e il lavoro personale di verità con se stessi. Fuori non abbiamo potere di mutare la scacchiera geo politica, però siamo pronti a poter vedere sempre di più, a decidere di conseguenza che tipo di liberà personale perseguire e che valori abbracciare. Scegliere con la propria testa e imparare a stare nella propria “normalità”, sarà la vera rivoluzione del futuro, perché ora la griglia del tempo e delle vecchie regole del mondo, naviga in mari agitati e per niente rassicuranti.

Siamo su un vaso pronto a traboccare, eppure sembra che tutto venga tenuto a tacere, nelle foto allegre che postiamo sui social, nel divertimento che sembra dire “Ora o mai più che del domani non si sa mai”. Una forte di desiderio di incoscienza che ci porta a far finta di nulla (assuefatti ormai da bombardamento mediatico che non fa più effetto ed è divenuto sottofondo), ma la tensione sottostante esiste, il mondo in pezzi è dietro il nostro angolo di spiaggia ed è come bastasse un soffio di vento a far cadere l’intero castello di carte, tenuto insieme solo per miracolo.

A proposito di movimento e dinamismo (Gemelli, Sagittario sono i segni che più ci parlano di questo interscambio regolando anche il nostro respiro – o apnea quando siamo appunto in stress e blocchiamo il flusso), tanti anni fa io dipendevo in maniera estrema dal mio unico mezzo di trasporto: il motorino. Avevo la giornata talmente intasata da salti mortali per tutta la città, che sarebbe stato impossibile coordinare in altra maniera tutto il circo della mia esistenza che si divideva in almeno due lavori paralleli, a volte anche tre, e un’altra serie di missioni impossibili fino a notte fonda. In me risiedeva una profonda lacerazione interna tra mondi inconciliabili ed io attuavo una fuga perpetua dal mio sentire cercando di essere simultaneamente in più posti diversi, che si manifestava pienamente nelle corse nel traffico milanese con anche sottofondo di musica nelle orecchie ad alzare ancora di più il voltaggio adrenalinico di un sistema nervoso messo già a dura prova (a volte mi chiedo come ho fatto a sopravvivere perché più volte la vita l’ho rischiata).

Succede che ora a distanza di tanti anni, ricordo benissimo le volte in cui l’ingranaggio saltava (perché qualcosa salta sempre per farci uscire dal circuito!) – saltava perché avveniva qualcosa oltre il mio controllo che lavorava sull’impotenza – Per bloccare qualcosa che si muove con assoluto incastro millimetrico tipo circuito di Formula 1 o come il percorso a ostacoli o salto delle liane, per forza basta un evento “fuori controllo” a spezzare completamente il sistema. E così accadeva. Una delle manifestazioni più frequenti a livello energetico per darci un immediato effetto shock ci sono l’incidente/malattia o qualcosa che da fuori ci arresta (licenziamenti, dipartite, cambiamenti esterni che sembra non dipendano da noi). 

E questi ultimi anni sono forieri di questi temi che stanno facendo fare grandi salti evolutivi (spesso dolorosi e non piacevoli), oltre noi stessi.

Così nel bel mezzo delle mie giornate all’interno della centrifuga, accedeva qualcosa di apparentemente casuale che mi gettava al di fuori di quella centrifuga – e per vederla nella sua follia, dovevo essere per forza sbalzata fuori da essa. Ricordo ben 3 incidenti molto chiari in motorino (che hanno portato a un arresto forzato e un cambiamento successivo) e altrettanti guasti del motorino che mi hanno lasciato in panne anche in piena notte.

Perché questo viaggio nei miei ricordi?

Perché quello che ci dice il cielo è più semplice di quello che crediamo. Non voglio appositamente entrare nel linguaggio tecnico astrologico, anche perché è già complesso leggermi in piena estate e nella mia sempre un po’ prolissa esposizione dei fatti, ma quello che è certo che un po’ come con il motorino in panne, anche a noi come umanità ci è richiesto di fermarci prima che arrivi l’incidente e l’evento shock e osservare lo scenario che abbiamo creato. Di uscire dalla centrifuga e vederla davvero. Di fermarci e PRENDERE COSCIENZA. 

Bloccare energia dinamica come l’aria espressiva e curiosa dei Gemelli (Giove e Marte) o contrarre l’espansione Animica Pesci (Saturno), è sicuramente una sfida molto forte, sopratutto per quelle persone che nel proprio Tema Natale hanno questi punti sollecitati (vedi articolo qui). Tutto questo ha un senso, perchè ci viene chiesto di spostarci dalla mente (Gemelli, Vergine) al cuore (Pesci) e all’intuito (Sagittario). Abbiamo bisogno per sviluppare una strategia matura di cambiamento lente e perseverante anche per le nostre fasi della vita più difficili. La mente ha poco potere quando si tratta di digerire qualcosa a livello emozionale, ed è di questo che ci parla i cielo di questo tempo.

Cosa non abbiamo digerito ancora e cosa ancora non vediamo?

Lo stallo che adesso vediamo riprodotto nel collettivo con la situazione di guerra e della spaccatura del mondo sempre più evidente (macro), parla nel nostro intimo (micro), della fretta che abbiamo che tutte le nostre sicurezze tornino in ordine e che il tempo non produca perdita o dolore. Saturno nel suo passaggio nell’ultimo segno dello Zodiaco i Pesci insieme a Nettuno (vedi articolo qui) ci dice che c’è un lutto in corso e non possiamo non vederlo. Il sogno, l’illusione di essere protetti da chissà chi (un sistema, uno stato, un lavoro, una famiglia), si scioglie sotto la forza maestosa della presa di coscienza che ci sono dei sistemi che stanno crollando e si deve crescere e maturare la nostra autoresponsabilità di azioni, pensieri e parole e di che intento muoviamo d’ora in poi.

Le domande da far scorrere nella mani come fossero piccoli granelli di sabbia, sono:

Quale spazio desidero creare nella mia vita perché si possano manifestare i miei veri desideri?

Cosa tengo bloccato o cosa continuo a rimandare e che non fa spazio al nuovo?

Dove ancora stipo, contraggo, malmeno il mio tempo come fosse una corsa a ostacoli senza riconoscere la potenza assoluta del vuoto?

Ho paura del vuoto?

So perdonare il fatto di essere al punto dove sono ora e non quello che invece continuamente rincorro?

Riposate, entrate dentro di voi, sostate in questo tempo prezioso di lentezza che ci è concesso, non siamo fermi, stiamo solo andando più in profondità, per spiccare meglio il salto quando sarà il tempo di prendere decisioni concrete. Ora è il tempo di sintonizzarsi, di trovare la meta del viaggio, di porre l’intenzione, e di aspettare il tempo giusto.

Ora è il tempo della rielaborazione a volte spazientita dello stare – dell’osservazione e del radicamento della direzione – e se l’impotenza vi obbliga a riesaminare, ben venga, perchè è solo grazie a questo respiro più ampio, che potrete prendere il fiato per correre domani.

Anna Elisa Albanese

Immagine 1: Lucy Campbell

Immagine 2: Artwork by Beth Conklin


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4 risposte

  1. Le tue parole illuminano una notte buia e spaventosa come la stella polare nel cielo ci indica sempre coerentemente il nord.
    Questa impotenza è il macigno più pesante del mio passato e tentativo dopo tentativo, mi accorgo che mai come ora sono ancora legata a lei.
    È tutto ciò che non vorrei, che mai ho voluto ma che mi vive e mi storce. È una contratta e potente verità. E come consigli, cerco di ricordare coscientemente, di accettare e rielaborare davvero una realtà che abbracci con tanto amore anche quel senso di impotenza tanto umano e indesiderato che fa parte della vita, sperando di riemergere dal pozzo e vedere la luce.

  2. Carissima Anna Elisa,
    perdonare l’ impotenza, accettare l’ impotenza, affondare nell’ impotenza, viverla perché appartiene all’ esistenza.
    È doloroso e nello stesso tempo mi sento più libera e leggera.
    Tutti i pianeti circolano nel mio quadro astrologico toccando qui e li’ senza lasciar respiro.
    Mi piace stare sola, in silenzio, guardare il verde o i fiori che crescono.
    Tutto splendido . Sento le urla dei bimbi e la distruzione e la ferocia.
    Potrei piangere all’ infinito. Stanotte mi sono svegliata e mi sono sentita immensamente felice.
    Non mi oppongo, lascio il posto.
    E mi sento tranquilla.

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